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E’ saltata la trattativa fra Mef e Unicredit su Mps? L’intervento di Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi

Su Mps, comunque vada a finire, deve essere chiaro sin d’ora che non deve passare per la testa a nessuno neanche l’idea che il cerino possa restare in mano al sindacato.

Non accetteremo tagli di personale se non attraverso prepensionamenti su base volontaria e deve essere chiaro che ci opporremo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, a qualsiasi tentativo di macelleria sociale.

Leggo le indiscrezioni di stampa secondo cui la trattativa tra il Mef e Unicredit sarebbe saltata.

Vedremo se è saltata o meno, così come vedremo se ci saranno sei mesi di proroga, rispetto al 31 dicembre 2021, per l’uscita dello Stato dal capitale di MPS, proroga che qualcuno dovrà ufficialmente chiedere e che l’Unione europea e la Bce dovranno accordare.

E vedremo pure se tutto questo bailamme è solo una prova di forza tra gli attori della partita e di questo negoziato.

Lando Maria Sileoni

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Recentemente l’Ivass, l’autorità che vigila sulle assicurazioni, ha testato un sistema di cosiddetto mistery shopping e che questo sistema adesso verrà incluso anche al settore bancario. Mistery shopping vuol dire che la vigilanza della Banca d’Italia si avvarrà di verificatori in incognito per esaminare i comportamenti delle banche con la clientela.In pratica, alcune persone incaricate dall’autorità di vigilanza e si fingeranno clienti interessati all’acquisto di determinati prodotti.Queste iniziative serviranno per: capire qual è l’atteggiamento verso la clientela, la qualità delle informazioni fornite a voce, la capacità di rispondere ai dubbi sollevati dai clienti in modo chiaro e onesto, il linguaggio utilizzato, le domande rivolte al cliente per accertare le sue effettive esigenze. Di questa iniziativa, chiaramente, interesseremo subito l’Abi perché vogliamo assolutamente che ci siano dei veri e propri agguati alle lavoratrici e ai lavoratori bancari che non hanno responsabilità rispetto alle politiche commerciali decisi dai vertici dei gruppi”. Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato questa mattina su Class Cnbc.

“La politica, le istituzioni e le associazioni dei consumatori devono conoscere, nei dettagli, come i vertici delle banche costruiscono le politiche commerciali, quali sono i loro veri obiettivi, quali gli strumenti e i mezzi che utilizzano. A livello territoriale, da anni, i rappresentanti sindacali aziendali di tutte le organizzazioni sindacali, per iscritto, hanno denunciato ed evidenziato analiticamente, alle direzioni generali, una serie di episodi di indebite pressioni commerciali a danno dei dipendenti di banca. li espone poi a ritorsioni professionali e personali inaccettabili. Attualmente, migliaia di lavoratori bancari sono in cura da psicologi e psichiatri, o nella migliore delle ipotesi soffrono quotidianamente pressioni psicologiche e talvolta anche fisiche”, ha criticato Sileoni, intervistato questa mattina su Class Cnbc: “Il prossimo 9 novembre è prevista la mia audizione dinanzi la Commissione parlamentare sulle banche che, sul tema delle indebite pressioni commerciali, ha avviato, dopo una nostra denuncia pubblica, una indagine su tutto il settore bancario italiano. Questo argomento non è soltanto un problema di carattere sindacale, ma devono coinvolgere sia le istituzioni sia la pubblica opinioni perché hanno assunto una valenza sociale. , cosa c’è dietro le indebite e pressioni commerciali esercitate a danno dei dipendenti di banca” ha aggiunto Sileoni. Secondo il segretario generale della Fabi, “è arrivato il momento – soprattutto dopo quello che è accaduto con le due banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e con banca Etruria, Cassa di risparmio di Chieti, Ferrara e banca Marche , il cosiddetto tema del risparmio tradito – di assumere, da parte di tutto il sindacato, posizioni nette e intransigenti”.

“Le banche si sono trasformate da tempo da agenzie bancarie al servizio del territorio in negozi finanziari. Ma i metodi, i modi, i criteri e le iniziative che utilizzare per arrivare ai risultati di fine anno sono delle vere e proprie prevaricazioni sui loro dipendenti. Rischi importanti potrebbero toccare anche la clientela. E siamo solo all’inizio, perché altri velocissimi e radicali cambiamenti organizzativi colpiranno l’intero nel breve tempo, in separatamente dalle aggregazioni e dalle fusioni che verranno. Sia la Consob sia la Banca d’Italia opera sistematicamente un controllo sulla vendita di prodotti finanziari che è nettamente migliorato rispetto a qualche anno fa. Alcune banche, però, nascondono, occultano, imboscano determinate situazioni e soprattutto celano le modalità e i metodi che esercitano sui loro dipendenti per arrivare a raggiungere  determinati obiettivi economici e finanziari”, ha rimarcato anche Sileoni, intervistato questa mattina su Class Cnbc.

“I responsabili di alcuni gruppi bancari (non tutti i gruppi bancari utilizzano gli stessi metodi per arrivare a dama) soltanto a incassare stipendi milionari legati al raggiungimento degli obiettivi commerciali del gruppo. Manca, poi, la professionalità e la professionalità sensibilità di alcuni capetti delle politiche sindacali, in alcuni importanti gruppi bancari, che dovrebbero immediatamente intervenire, laddove sorge il problema, per risolvere all’origine e alla radice certe prevaricazioni. Se lo facessero, almeno la metà dei problemi sarebbe risolta in partenza. Non lo fanno sia perché non ne sono capaci sia perché se ne fregano, ma, così facendo, creare danni incalcolabili non solo ai lavoratori e alla clientela, ma anche alle stesse aziende che profumatamente li pagano. Quando i loro responsabili delegati se ne accorgeranno ormai sarà troppo tardi. La qualità del gruppo dirigente, su questo argomento, è decisiva. Non c’entra niente la storica contrapposizione tra banca d’affari e banca commerciale”, ha aggiunto il segretario generale della Fabi.

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