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Che la festa cominci. Tutto è pronto per l’inaugurazione della 78° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, al Lido fino all’11 settembre. 21 i film in concorso, ben 5 gli italiani, solo 5 quelli diretti da donne… Ma non è il momento delle malinconie: esultiamo, come hanno già fatto il direttore Alberto Barbera e la conduttrice delle serate di apertura e chiusura, Serena Rossi, al loro arrivo. Via, un po’ di orgoglio nazionale: nell’anno in cui l’Italia vince tutto, abbiamo ottime chance anche nello scontro cinefilo con il Festival di Cannes.

L’arrivo di Serena Rossi e Alberto Barbera (foto ASAC_photo_by_Giorgio_Zucchiatti/ASAC).

Un Leone tutto da ridere

E a un italiano va il primo Leone d’oro (il secondo sarà assegnato l’8 settembre a Jamie Lee Curtis) di questa edizione: Roberto Benigni, che il 2 settembre terrà una (irresistibile, c’è da giurarci) masterclass con «il cuore colmo di gioia e di gratitudine».

La motivazione del riconoscimento? Ha ben argomentato Barbera: «Con ammirevole eclettismo, senza mai rinunciare a essere se stesso, è passato dal vestire i panni dell’attore comico tra i più straordinari della pur ricca galleria di interpreti italiani, a quelli di regista memorabile in grado di realizzare film di enorme impatto popolare, per trasformarsi da ultimo nel più apprezzato interprete e divulgatore della Divina Commedia. Pochi artisti hanno saputo come lui fondere la sua comicità esplosiva, spesso accompagnata da una satira dissacrante, a mirabili doti d’interprete – al servizio di grandi registi come Federico Fellini, Matteo Garrone e Jim Jarmusch – nonché di avvincente e raffinato esegeta letterario».

Roberto Benigni con la moglie Nicoletta Braschi (foto Claudio Peri/Ansa).

Un inno alle madri

E finalmente, dopo la cerimonia d’apertura e la consegna del Leone, potremo giudicare anche noi se davvero – come dice Almódovar – Penélope Cruz, già sua complice in ben sei film, affronta in Madre paralelas il suo ruolo più difficile di sempre: un’ultraquarantenne felice per la gravidanza inaspettata ma oppressa da un segreto che la riporta indietro nel tempo fino alla Guerra civile spagnola… Nella “famiglia cinematografica allargata” di Pedro una riconferma; Rossy De Palma (nel ruolo della direttrice di una rivista di moda) e una new entry, Milena Smit, nei panni di un’infelice madre diciassettenne che fa da “parallelo” (appunto) alla Cruz. Il film apre ufficialmente il concorso.

Il cast di “Madres paralelas”.

Orizzonti di gloria

A inaugurare la sezione Orizzonti sarà invece Isabelle Huppert con Les Promesses di Thomas Kruithof, e stavolta l’icona francese (con quasi 150 ruoli all’attivo) si dà alla politica: impersona la sindaca di una città alla periferia di Parigi che ha molto lottato per migliorare le condizioni degli abitanti, assieme al  braccio destro Yazid (l’efficace Reda Kateb). Ma… umano, troppo umano: le offrono di diventare ministro, l’ambizione la spinge un po’ a deragliare.

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Isabelle Huppert in “Les Promesses”.

«Ho cominciato a pensare a questa storia alcuni anni fa, dopo le elezioni francesi. Volevo fare un film che mettesse in discussione la possibilità del coraggio politico» spiega il regista. «Le promesse sono la moneta della politica. Che si concretizzino in un posto di lavoro, un sussidio, un’alleanza: le promesse sono ciò che i protagonisti si scambiano in tutto il film». Mhmmmm, riflessione utile in vista delle prossime amministrative…

iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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