orti-urbani:-cosa-sono-e-come-funzionano
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Redazione 21 novembre 2021 10:00

Gli orti urbani sono, nell’accezione generale, spazi verdi coltivabili  che appartengono solitamente alle municipalità. Queste li assegnano a coltivatori non professionisti che ne fanno richiesta, siano essi privati cittadini o associazioni. Favoriti da una spinta generalizzata alla produzione locale di cibo biologico, dalla valorizzazione delle aree periurbane e, perché no, dalla moda, gli orti urbani sono ad oggi molto popolari. 

Gli orti urbani in Italia

In questo periodo storico attento al concetto di sviluppo sostenibile, gli orti urbani hanno riscosso un crescente successo in Italia, nelle grandi città come nei piccoli centri. Nel 2017, anno dell’ultimo “censimento” dell’Istat, l’Emilia Romagna era la regione con più orti urbani, seguita dalla Lombardia e dalla Toscana.

Non esiste un solo orto urbano

A seconda di come viene declinata l’idea di orto urbano possono nascere diverse realtà. Vediamo le più comuni:

Orti aziendali: si tratta di aree verdi messe a disposizione da alcune aziende per i propri dipendenti che, dopo il lavoro, si divertono a coltivare la terra. L’obiettivo è quello di fornire ai propri dipendenti uno spazio in cui tenersi in forma mentalmente e fisicamente, all’aria aperta.

Orti didattici: gli orti didattici vengono curati da bambini e/o studenti al fine di raggiungere un obiettivo stabilito all’interno del programma scolastico. Per esempio, nel caso dei bimbi più piccoli, lo scopo può essere quello di prendere confidenza con la natura. Oppure, per gli studenti più grandi, può trattarsi di sperimentare sul campo una tecnica studiata durante le lezioni teoriche. Questo avviene frequentemente negli istituti agrari.

Orti terapeutici: in questo tipo di realtà si utilizza il mondo della natura per contribuire al trattamento di alcuni disturbi, spesso curati contemporaneamente con la medicina tradizionale. Gli orti terapeutici vedono la collaborazione di medici e psicologi per fornire ai partecipanti il miglior aiuto possibile. Possono partecipare a questi progetti anche persone che hanno bisogno di essere riabilitate a livello sociale, magari dopo aver sperimentato una pena detentiva.

Orti sociali: sono orti coltivati al fine di migliorare la qualità della vita delle persone. L’obiettivo, quindi, è soprattutto la socializzazione, accompagnata dal desiderio di un modello di vita più sostenibile.


I benefici degli orti urbani

L’impatto positivo degli orti urbani sulle città è ormai un dato di fatto. I vantaggi che offrono sono numerosi, sia in un’ottica di rispetto dell’ambiente sia nel contesto di coesione sociale. Sotto un punto di vista di sostenibilità ambientale, per esempio, l’agricoltura urbana permette di tutelare e accrescere la biodiversità agricola e favorisce la filiera agroalimentare corta e senza l’uso di pesticidi. Inoltre, favoriscono il riciclo dei rifiuti organici, utilizzati come concimi, e come tutte le aree verdi migliorano il microclima del luogo.

Permette poi, grazie alla condivisione di risorse, di ridurre sprechi e rifiuti.

Per quanto riguarda il risvolto sociale, spesso questi spazi sono gestiti da associazioni impegnate in progetti a favore della comunità locale. Coltivare un orto urbano, oltre a soddisfare la domanda di frutta e verdura dei cittadini, favorisce la socialità. In molti casi vengono coinvolte fasce della popolazione sensibili, per lo sviluppo di progetti di inclusione sociale e di attività all’aria aperta. Offrono poi molto spesso una soluzione veloce per riqualificare aree degradate o abbandonate.


C’è poi un ulteriore beneficio per l’economia familiare: con un piccolo orto, di grandezza compresa tra 10 e 20 metri quadrati, è possibile produrre abbastanza verdura per soddisfare l’intero fabbisogno annuale di una persona, con un risparmio notevole sulla spesa alimentare.

Gli orti urbani sono, quindi, un modo per restituire ai cittadini pezzi di città non inquinati e creano valore per la comunità che li ospita e il suo territorio. 

 

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