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Nursing Up. In Italia non tutti gli Infermieri si sono vaccinati, ma per colpa delle Regioni.

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De Palma: «Governo e Regioni continuano a calcare la mano sul numero dei presunti no vax in Italia. I dati ufficiali parlano chiaro, e ci sembra evidente che, di fronte a regioni importanti, dove ha ricevuto la prima dose il 100% del personale interessato, come Lazio, Lombardia, Abruzzo, Sardegna, Campania, Molise, Umbria, Valle d’Aosta, ve ne sono altre dove ci sono ancora delle percentuali di persone in attesa della prima dose di vaccino».

«Sarebbe ora, finalmente, di concentrarsi sui veri problemi di questo piano vaccini. In molte Regioni manca il personale, le dosi sono quelle che sono e udite udite si continuano a promuovere bandi per convincere gli infermieri a vaccinare a titolo volontario. Vi sembra il modo corretto di affrontare l’emergenza?».

​«I dati aggiornati al 16 aprile, del Consiglio dei Ministri, dicono che su un totale di 1.895.088 operatori sanitari, ovvero anche OSS, oltre che medici e infermieri, il 92,68% aveva ricevuto la prima dose ed è in attesa imminente della seconda, mentre il 75,65% aveva ricevuto già la seconda fiala. Ci sembra un dato illuminante. Ben 1.756.235 persone interessate hanno già ricevuto la prima dose di farmaco, mentre oltre 1 milione e 400mila operatori si sono visti già inoculare la seconda. Nella percentuale di chi non si è ancora vaccinato, il 7,32%, dovrebbero quindi rientrare, sino a prova contraria, anche i sanitari che si sono infettati con il Covid 19 e che sono in attesa che maturi il periodo finestra (che va da tre a sei mesi), e poi quelli che sono esonerati dall’obbligo vaccinale per motivi di salute, come prevede la legge, e quelli che si sono già prenotati, e che sono in attesa di ricevere la prima dose.

D’altronde è lo stesso Governo che, nel proprio report, li inquadra come “in attesa di prima dose”, quindi non come soggetti che hanno scelto di non vaccinarsi. E non vogliamo farlo certo noi, anche perchè ci risulta che sono tanti quelli che si stanno vaccinando ancora, e che dovrebbero pertanto ridurre ulteriormente questa percentuale. Ma al di la di tutto ciò, come mai Governo e Regioni si ostinano solo a richiamare l’attenzione su chi “avrebbe” scelto di non vaccinarsi facendo finta di non vedere ben altri problemi?

Perchè, ci chiediamo ancora, tra cronica carenza di personale e ritardi nell’approvvigionamento delle dosi, in Italia si continua a parlare così insistentemente di no vax? E mentre accade tutto questo, in Regioni come la Puglia, uno dei territori al momento in maggiore sofferenza per il riesplodere dei contagi, spunta un nuovo bando, della Protezione Civile, per reperire infermieri e medici “a titolo volontario”. Solo pochi giorni fa la stessa cosa avveniva in Sardegna.

E così che si affrontano le vere emergenze? Evitando di pagare i professionisti?».

Questo dice Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

«Governo e Regioni continuano a calcare la mano sulla questione dei no vax evidenziando, ogni volta che ce n’è l’occasione, il numero delle persone del comparto sanitario che risulterebbero ancora “in attesa di vaccino”.

Perchè non parlano, finalmente, di Regioni come Lazio, Lombardia, Abruzzo, Sardegna, Campania, Molise, Umbria. Valle d’Aosta dove risulta che tutti gli operatori interessati hanno ricevuto la prima dose di vaccino? E perchè, ci chiediamo noi, queste differenze abissali tra regioni? Cosa c’è che davvero non funziona? Ebbene nella stessa Puglia, “la propaganda” di Governo e Regione, mentre da una parte ci tiene ad evidenziare con il lanternino quale sia il numero operatori sanitari non ancora vaccinati, dall’altra ignora palesemente questioni che ci sembrano ora come ora più urgenti.

Abbiamo la amara sensazione che, ancora una volta, di fronte a problematiche ben più gravi, si soffi sulla brace per sollevare fumo attorno ai cittadini e non si miri al cuore delle del problema, cioè le questioni scabrose, quelle che richiedono soluzioni concrete.

Chi vuole distogliere l’attenzione dai problemi organizzativi? Perchè alcune Regioni a fronte dell’emergenza contagi ancora in corso, invece di organizzare un esercito di professionisti pagati come si deve per fare il proprio lavoro, cercano volontari per vaccinare? Dopo l’Emilia Romagna, dopo la Sardegna, anche la Puglia indice un bando per la ricerca di infermieri vaccinatori a titolo gratuito.

E poi c’è un nuovo caso, quello esploso nelle ultime ore con la “rivolta”, più che giustificata, di alcuni Ordini Professionali, che tirano in ballo l’intervento della FNOPI: mentre gli infermieri dipendenti da tempo si sono resi disponibili alla vaccinazione dei cittadini e ora c’è anche una normativa che sospende temporaneamente il vincolo di esclusività, la conosciamo tutti, il Ministro della Salute Speranza, dopo un incontro con il nuovo Presidente delle Regioni Fedriga, parrebbe che per vaccinare stia pensando di coinvolgere, con un protocollo d’intesa e previo corso FAD, le professioni che afferiscono alla Federazioni degli Ordini delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione.

Tutto questo merita commenti? Aspettiamo di sapere come la FNOPI intende intervenire su questa materia delicata ed urgente, a tutela della professione e della qualità delle cure verso la collettività, e per bloccare sul nascere tali pericolosi intenti.

Insomma, chiosa De Palma, questo è il tempo di richiamare l’attenzione dei cittadini su come stanno veramente le cose. Non ci sono streghe da inseguire e operatori sanitari cattivi da condannare al rogo: c’è solo una battaglia da vincere, il prima possibile».

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