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Nuovi colori delle regioni, chi esce e chi entra dalla zona rossa: le ipotesi

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Cristian Gennari/Siciliani

Questa settimana sono circa 39 milioni gli italiani in zona rossa, ovvero due terzi degli abitanti della penisola. Per questo, sono in molti a chiedersi se con il prossimo monitoraggio di venerdì e la nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, la loro regione potrà passare in una fascia di rischio più bassa – arancione o gialla. I dati, considerando anche l’ultimo bollettino, non sono incoraggianti,  tuttavia alcuni territori sarebbero in bilico dal rosso all’arancione.

I colori delle regioni: la situazione oggi

Ricapitoliamo quali sono le regioni attualmente in zona rossa: si tratta di Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Puglia e Campania.

In arancione si trovano invece Valle d’Aosta, Provincia di Bolzano, Liguria, Toscana, Sardegna, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Sicilia. Nessuna regione, attualmente, si trova in zona gialla e nessuna in quella bianca.

Lombardia e Campania in bilico

La Lombardia e la Campania sono, secondo gli ultimi dati diffusi, le due regioni in bilico tra rosso e arancione. Negli ultimi giorni, in entrambi i territori si è assistito a un lieve miglioramento della situazione ma probabilmente non basterà.

Entrambe le regioni, quindi, potrebbero restare zona rossa fino al prossimo 12 aprile, se le restrizioni pasquali verranno prorogate per un’altra settimana.

Il governatore lombardo Attilio Fontana, tuttavia, ha lasciato trapelare un po’ di ottimismo: “Mi auguro che i dati saranno buoni che ci sia la possibilità di dare un po’ di respiro”, ha detto. L’omologo campano Vincenzo De Luca, invece, ha dato un segnale opposto prorogando le misure della zona rossa rinforzata fino al 5 aprile.

Una regione dal rosso all’arancione: il caso del Lazio

Soltanto il Lazio, per il momento, sembra avere le carte in regola per aspirare alla zona arancione. Dopo due settimane di lockdown, infatti, la regione può contare su un indice Rt sotto l’1,25 e un’incidenza inferiore ai 250 casi per 100mila abitanti.

“La stima Rt – ha dichiarato l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato – è in lieve calo intorno al valore 1, c’è cauto ottimismo”. Da lunedì’ 29 marzo, quindi, il Lazio potrebbe passare dalla zona rossa a quella arancione.

Dalla zona arancione a quella rossa: Toscana, Valle D’Aosta e Calabria

In Toscana, invece, il timore di passare dall’attuale zona arancione a quella rossa è concreto. In questa regione, infatti, ci si sta avvicinando alla soglia di 250 casi settimanali per 100mila abitanti.

A Firenze, in particolare, la situazione è preoccupante: “Siamo vicini ai 400 casi positivi al giorno – ha rivelato il sindaco Nardella – c’è una pressione in lieve crescita anche nelle strutture ospedaliere e per quanto riguarda il rapporto dei contagi sui 100mila abitanti siamo vicini alla soglia dei 250.  Firenze non si è mai avvicinata così tanto ai livelli di zona rossa”.

Per quanto riguarda la Valle D’Aosta, l’incidenza è in salita (era circa 200 la scorsa settimana) ed è sotto stretta osservazione. In Calabria, invece, preoccupa l’indice Rt che nell’ultimo monitoraggio era già di sopra della soglia critica di 1,25.

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