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Un’altra clamorosa scoperta è appena stata fatta in Egitto. Questa volta si tratta di circa 250 tombe rupestri risalenti a circa 4.200 anni fa, rinvenute da una missione del Consiglio supremo delle antichità egiziane nel governatorato di Sohag, nella parte centrale del Paese.

L’annuncio arriva dalla pagina Facebook del Ministero delle Antichità Egiziane. Il segretario generale del Consiglio, Mustafa Waziri, ha spiegato che sono state scoperte tombe a “pozzo” e altre “con una rampa che termina con una camera funeraria”. Stando a quanto rilevato dagli archeologi, le tumulazioni risalgono a un periodo compreso tra la fine dell’Antico Regno e la fine del periodo tolemaico.

Per ora, l’unico dettaglio fornito su una tomba risalente alla fine dell’Antico Regno è la presenza di una “porta immaginaria” con i resti di iscrizioni geroglifiche. Al suo interno sono state trovate anche scene raffiguranti il proprietario della tumulazione rupestre, mentre celebra sacrifici, e persone che fanno offerte per i defunti.

Tombe Egitto

La “porta immaginaria”

Gli scavi nell’area situata nel governatorato di Sohag hanno portato alla luce anche molti vasi di ceramica, alcuni dei quali, secondo il Consiglio supremo delle antichità egiziane, vennero utilizzati nella vita quotidiana e altri all’interno di mobili funerari, “quali capolavori simbolici in miniatura”, noti come ‘vot’: si tratta di piccoli vasi sferici con residui di rivestimento giallastro all’esterno.

Nuova scoperta Egitto 250 tombe 4200 anni fa

I vasi di ceramica rinvenuti tra le tombe

Sono stati, inoltre, rinvenuti anche molti vasi di alabastro di piccole dimensioni, resti di uno specchio rotondo di metallo, di ossa umane e animali, nonché diversi frammenti di ceramiche. E ancora, pezzi di calcare con iscrizioni che potrebbero rappresentare dipinti funerari dei proprietari di tombe, risalenti alla fine della VI Dinastia.

Tombe Egitto

Altri preziosi reperti portati alla luce

Negli ultimi tempi, l’Egitto ha annunciato diverse scoperte archeologiche, palesando  l’intento di rilanciare il turismo, che rappresenta circa il 15% del Pil del Paese. E gli scavi non smettono mai di riservare sorprese.

Solo un mese fa, è stata scoperta nella zona di Luxor, sulla sponda Ovest del Nilo, la “città d’oro perduta”, un insediamento che risale a circa 3.000 anni fa. Il ritrovamento sarebbe il più importante dopo quello della tomba del Faraone Tutankhamon, avvenuto nel 1922 grazie al duro lavoro dell’archeologo egittologo britannico Howard Carter.

Tra le scoperte più insolite e recenti, quella di una mummia con la lingua d’oro rinvenuta in quello che anticamente era il sito di Taposiris Magna, a una sessantina di chilometri da Alessandria d’Egitto.

250 tombe scoperte Egitto centrale

Alcune delle 250 tombe scoperte nell’Egitto centrale

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