Non solo Bper. Che cosa fa brillare i conti di Unipol (ma la Borsa è indifferente)

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Tutti i numeri della relazione trimestrale del gruppo Unipol. Il ruolo di Bper. La plusvalenze per le cessioni. E i riflessi a Piazza Affari. L’articolo di Emanuela Rossi

Utile in crescita per il gruppo Unipol nei primi tre mesi dell’anno grazie anche al consolidamento di Bper, di cui è primo azionista con il 18,9%, che ha acquisito 532 sportelli di Ubi Banca nell’ambito dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo. La Borsa però sembra non aver apprezzato la trimestrale visto che il titolo ad inizio contrattazioni ha fatto segnare -1,6% ed è poi rimasto in territorio negativo pur recuperando qualcosa nel corso della giornata.

Intanto l’amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, manda segnali rassicuranti agli azionisti promettendo il pagamento dei dividendi 2019, Eiopa e Ivass permettendo.

UTILE IN FORTE CRESCITA

Il primo trimestre del 2021 si chiude dunque bene per il gruppo guidato da Cimbri: utile netto consolidato di 361 milioni di euro (+168,8% rispetto ai 134 milioni dello stesso periodo del 2020). A giocare un importante contributo – rileva una nota del gruppo – i 119 milioni del consolidamento pro-quota del gruppo Bper, il cui patrimonio ha beneficiato del badwill generato dall’acquisizione degli sportelli di Ubi Banca. Al netto di questa posta l’utile risulta in rialzo dell’80%, a 242 milioni. Segno più anche per il combined ratio, che indica la redditività della gestione tecnica, all’89,1%, in miglioramento rispetto al 92% dell’anno scorso. In tal modo l’utile ante imposte è passato da 220 a 419 milioni: anche questa cifra ha beneficiato della quota parte del risultato di Bper di competenza del settore danni (59 milioni) e della plusvalenza generata dalla vendita di Torre Velasca (71 milioni), il grattacielo milanese ceduto al gruppo Hines.

RACCOLTA IN AUMENTO SOPRATTUTTO NEL SETTORE VITA

Sul fronte della raccolta ancora numeri positivi per Unipol visto che è salita del 2% a 3.181 milioni di euro e l’indice di solvibilità si è attestato al 210% del minimo regolamentare (216% a fine 2020). La raccolta diretta nel comparto danni è scesa del 3% a 1.919 milioni di euro, a causa del calo nel comparto auto (-8,8%) che ha risentito “delle condizioni del mercato e delle misure adottate dal gruppo a tutela della clientela, come l’iniziativa denominata #UnMesePerTe”, con cui è stato regalato ai clienti un mese di rc auto in sede di rinnovo.

Nel ramo vita, invece, la raccolta è aumentata del 10,7% a 1.261 milioni, nonostante la flessione registrata dalla capogruppo UnipolSai (-6,9%), grazie alla crescita di Arca Vita (+56,1%), che ha tratto giovamento dall’ampliamento della rete Bper dopo l’acquisizione degli sportelli di Ubi Banca. Il risultato ante imposte del ramo vita è calato da 25 a 10 milioni soprattutto a causa del contributo più basso dei proventi finanziari.

I RISULTATI DELLE CONTROLLATE

Per quanto riguarda gli altri settori in cui opera Unipol, a soffrire – a causa dell’emergenza pandemica e delle restrizioni – è stato il settore alberghiero, che ha continuato ad essere penalizzato dalla chiusura di gran parte delle strutture ricettive. Buoni i risultati, invece, per UnipolReC, la controllata che si occupa di recupero credito mentre sono in sostanziale pareggio quelli degli altri business. Il risultato ante imposte dei settori Immobiliare, holding e altre attività è arrivato a 32 milioni di euro (-55 milioni al 31 marzo 2020) grazie al contributo di 60 milioni derivante dal consolidamento pro-quota di Bper e di un maggior contributo dei proventi da investimenti. La gestione finanziaria ha chiuso il trimestre con un rendimento del 3,2% rispetto al 3,3% dello stesso periodo del 2020.

LE ATTESE PER L’ESERCIZIO 2021

Per l’intero esercizio 2021, segnala ancora la nota che accompagna i conti del primo trimestre, il gruppo guidato da Cimbri si aspetta un risultato consolidato della gestione “positivo e in linea con gli obiettivi definiti nel piano strategico 2019-2021” a meno che non si verifichino “eventi attualmente non prevedibili anche legati ad un aggravarsi del contesto di riferimento”.

CIMBRI: FIDUCIA RISPETTO AI TARGET, PRONTI A PAGARE I DIVIDENDI

È un Cimbri soddisfatto e pronto a far contenti gli azionisti quello che si è presentato alla conference call con gli analisti. “In assenza di nuove prescrizioni la nostra volontà è quella di onorare gli impegni assunti con il mercato, attendiamo novità dal punto di vista regolamentare” ha detto l’ad aggiungendo di confermare i dividendi 2019 “anche alla luce di questi risultati trimestrali. Non dobbiamo generare nuovi utili per distribuirli, la nostra volontà e capacità di pagarli rimane inalterata”. Ovviamente tutto dipenderà da cosa decideranno le autorità di Vigilanza Eiopa e Ivass, che avevano invitato a bloccare il pagamento delle cedole per timori di ricadute economiche e finanziarie causa pandemia.

Al momento, ha sottolineato il manager cagliaritano, “non c’è alcun tipo di nuova prescrizione da parte del regolatore rispetto a quella già emanata che scade il 30 settembre, quindi in assenza di nuove disposizioni la nostra volontà è di onorare gli impegni assunti con il mercato non appena avremo modo di farlo dal punto di vista regolamentare”. Per quanto riguarda la distribuzione “valuteremo il momento più opportuno per distribuire la cedola 2019, vogliamo avere una Solvency robusta per farlo e la manterremo, il nostro obiettivo prioritario è onorare i nostri impegni entro la conclusione del piano industriale, dunque entro la fine del 2022, se poi ci saranno condizioni per farlo anche prima, lo valuteremo”.

Si tempi che verranno, Cimbri è fiducioso: “In questa trimestrale abbiamo adottato grande prudenza su tutte le poste di bilancio” considerando che “più margini abbiamo, più potremo gestire i nostri obiettivi. A prescindere dal mercato – ha aggiunto -, guardiamo con fiducia ai nostri target”.

Un mercato che pare stia lentamente tornando alla normalità dopo l’arrivo del Covid-19. “I dati delle nostre scatole nere ci proiettano verso una prossimità ai livelli di circolazione del 2019, è una tendenza molto chiara – ha detto il ceo durante la call -. Allo stesso tempo ci aspettiamo un incremento della frequenza dei sinistri: su quali livelli lo vedremo anche nel corso dell’estate ma non crediamo torneremo ai numeri pre-2020 anche perché da anni vediamo una riduzione della frequenza stessa derivante da altri fattori, come la maggiore sicurezza e tecnologia sulle auto”.

Secondo Cimbri, “se a questa situazione associamo un costante calo dei prezzi e dunque del premio medio, sul settore auto sicuramente per l’anno prossimo vediamo una insufficienza tecnica dei prezzi in rapporto alle tendenze sui sinistri”. Fa qui la decisione, appunto, di “adottare grandi supplementi di prudenza un po’ su tutte le poste di bilancio”.

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