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“Non c’è rosso o Speranza che tenga”. Salvini bombarda il ministro comunista: dopo Pasqua si rischia la crisi | Video

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“Dopo Pasqua dobbiamo tornare a vivere, non c’è Speranza che tenga”. Matteo Salvini, ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio su Rete 4, torna a bombardare il ministro della Salute Roberto Speranza di Leu, a testimonianza di come il faccia a faccia tra i due alla vigilia del Cdm che ha deliberato la zona rossa per tutte le regioni fino a maggio non abbia allentato la tensione, anzi.

“La scienza è scienza – spiega il leader della Lega -: non so come sia ora la situazione in Veneto, ma in queste ore Sardegna, Sicilia, Umbria, Liguria  potrebbero tranquillamente riaprire in sicurezza. Ristoratori, baristi e gestori di palestre e attività culturali hanno come primo interesse la tutela della salute loro, dei dipendenti e dei clienti. Io capisco chi non chiede ristori ma sopravvivenza, cercheremo di metterci l’anima per ripartire”. 

“Se da marzo a oggi la signora ha visto solo 2.000 euro, mi domando perché non siano arrivati gli aiuti promessi – ha proseguito Salvini commentando una testimonianza mandata in onda da Del Debbio -. Abbiamo chiesto sacrifici fino a Pasqua. Ma dopo Pasqua chi ha i criteri medici per riaprire deve riaprire. Ci troviamo se vuoi da te con il ministro Speranza, non mi convincerà mai che fino a maggio non se ne riparla. Non è solo un problema economico, ma di salute mentale. Migliaia di italiani si stanno imbottendo di psicofarmaci e tranquillanti, ci sono reparti di neuro-psichiatria pieni. Grazie ai vaccini, al sacrificio degli italiani e al caldo che arriva, se la curva cala dobbiamo tornare alla vita, non c’è rosso o Speranza che tenga”.



 

“Israele, Inghilterra sono fuori dal tunnel? Cosa copierebbe da loro?”, gli chiede Del Debbio. “Hai citato due realtà che non hanno dovuto aspettare Bruxellex per iniziare a vaccinare i loro cittadini. Tu guarda San Marino, 40mila cittadini nel cuore dell’Italia: sono molto più avanti di noi nella vaccinazione perché hanno usato Sputnik e non hanno dovuto aspettare i comodi di Bruxelles”.

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