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Pur sempre in Giamaica, però… Quali sono i tratti distintivi?

«Si vede, ad esempio, che ama cucinare e quindi la cucina è vissuta, piena di oggetti di uso comune. In tutti si evince il tuo gusto impeccabile e lussuoso. Ma per “luxury” nel suo caso non intendiamo ciò che va di moda e fa tendenza: Bond colleziona pezzi di design, dal fascino discreto eppure magnetico. È un uomo di mondo, ma istruito, uno che viaggia e che ha una sensibilità cosmopolita, che inevitabilmente si riflette sull’ambiente che lo circonda. Casa sua non è di quelle che finisce in copertina sulle riviste patinate, però».

E come la descriverebbe?

«La casa è curata fin nei minimi dettagli, si vede che ha un patrimonio storico importante ed è arredata con pezzi provenienti da tutto il mondo, alcuni italiani, mentre se ne trovano di più nell’abitazione di Madeleine, il personaggio di Léa Seydoux. Lui preferisce i designer francesi, quasi cubisti nei colori e nelle forme».

L’ambiente living della villa in Giamaica. Courtesy Universal Pictures.

Nicola Dove

Lei se lo immagina Bond che arreda casa?

«L’idea è che abbia acquistato una casa già con gli spazi predefiniti, in una location remota, magari appartenuta ad un architetto molto in gamba di cui ha tenuto quasi tutto, aggiungendo qualche tocco personale, magari proveniente da un suo magazzino a Londra. Credo che persino 007 sia in fondo un sentimentale».

E quella di Madeleine, invece?

«Il suo stile, molto semplice, è legato alla natura, alla purezza delle linee, alla bellezza combinata all’efficienza. Bond invece vibra di oggetti con un’anima».

I protagonisti della pellicola nello scenario seducente di Cuba. Courtesy Universal Pictures. 

Nicola Dove

Cosa si capisce di Bond in questo film guardando gli ambienti di cui si circonda?

«Stavolta capiamo con sorpresa che è umano, avvicinabile, con i piedi per terra. Viaggia per lavoro ma ama davvero le altre culture e abbraccia le varie forme d’arte. Non è solo una gelida spia. Ecco perché abbiamo puntato su un set che parli di normalizzazione, senza creare l’effetto shock».

Il panorama mozzafiato dell’hotel a Matera. Courtesy Universal Pictures.

Nicola Dove

Ad ogni città ha affidato uno stile?

«Certo, nella camera da letto a Matera ho decorato tutto con colori brillanti e sgargianti, una novità assoluta perché raramente vediamo Bond in un luogo così fresco e allegro, vorrei che quest’immagine del film fosse il saluto per Daniel Craig, senza intridere gli spazi di malinconia».

Ogni ambiente parla di una storia iconica a Cuba. Courtesy Universal Pictures.

Nicola Dove

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