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Crisi Ucraina

Le ultime novità sulla guerra Russia-Ucraina e lo stato dei negoziati nell’analisi di Dario Fabbri, curatore del mensile Scenari

A Istanbul è stato posto il primo mattone per la costruzione della pace tra Russia e Ucraina. È durato circa tre ore il round negoziale tra le delegazioni russa e ucraina, un vertice tra Putin e Zelensky dovrebbe arrivare dopo la stipula di un accordo di pace. (qui l’approfondimento di Start Magazine sui negoziati)

I risultati dei primi negoziati secondo Fabbri

La Russia ora sta ottenendo quello che ritiene il massimo possibile – ha commentato l’analista geopolitico Dario Fabbri a La7 -. Ottiene la neutralità dell’Ucraina, che dovrebbe andare in Costituzione con l’annullamento di quei tre articoli che chiedono un aggancio alla Nato, e l’assenza di basi militari sul territorio ucraino. Oggi non è emerso il termine “denazificazione” che tradotto significava rovesciare il regime istituzionale di Kiev che evidentemente è tornato ad essere un interlocutore semplicemente perché non è stato sconfitto con l’intervento militare. Poi il resto non è chiarissimo, per esempio quale sarà lo status della lingua russa non è stato specificato oggi”.

Ucraina vicina all’Ue? L’analisi di Fabbri (Scenari)

La Russia non è contraria all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue: a dirlo all’agenzia Ria Novosti è stato Vladimir Medinsky, il capo della delegazione russa per i negoziati. La non opposizione all’adesione all’Ue fa parte delle proposte dei negoziatori ucraini nei colloqui a Istanbul, ha aggiunto Medinsky alla tv pubblica russa. “L’Ucraina potrà nei prossimi anni entrare nell’Ue? Può essere questo il compromesso – ha aggiunto Fabbri, curatore del mensile Scenari, commentando le prime notizie da Istanbul -. L’Ucraina non potrà entrare nella Nato, non avrà basi straniere sul suo territorio, con la Crimea che andrà non si sa tra quanti anni alla Federazione russa, con il Donbass chissà in che status ma in cambio di tutto questo l’Ucraina potrà accedere all’Ue, se l’UE la vuole. Ciò che emerge oggi è che i combattenti sono stanchi, soprattutto la Russia. I russi non sono stati in grado di arrivare a Kiev e rovesciare il governo. Sono morti a migliaia, se non a centinaia”.

Gli Usa non si fidano della Russia

Gli Stati Uniti non sembrano riporre troppa fiducia nelle dichiarazioni della Russia. “Non ci sono segnali che ci dicono che la Russia sta veramente facendo sul serio nei negoziati con l’Ucraina – ha detto il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, secondo quanto riporta la Cnn -. C’è ciò che la Russia dice e ciò che la Russia fa. Siamo concentrati sulla seconda cosa”. La preoccupazione è che i russi non mantengano la parola data. “Gli USA sono preoccupati che i russi annuncino qualcosa e ne facciano un’altra”, ha aggiunto Fabbri nel corso dello speciale del TgLa7.

La posizione dell’Italia

L’Italia è stata molto cauta all’inizio del conflitto nel prendere posizione antirusse. Da un lato ha pesato la nostra dipendenza dal gas russo, dall’altro l’amicizia che storicamente lega il nostro paese alla Russia. “Draghi all’inizio di questa guerra era convinto di avere un margine di manovra sull’amministrazione americana molto più ampio di quello che in realtà non ha avuto – ha detto Fabbri ospite nei giorni scorsi di Omnibus -. Detto in maniera più semplice, l’Italia ha avuto nelle settimane precedenti la guerra un atteggiamento molto freddo nei confronti dell’Ucraina. Per tante ragioni, per la nostra dipendenza gasiera, perché noi siamo un paese filorusso almeno in molti strati della popolazione. Draghi era convinto di poter ricavare per noi un margine maggiore grazie alle sue entrature molto importanti nell’amministrazione americana. Poi ha scoperto dai suoi interlocutori americani che non poteva farlo. Siamo stati tirati per la giacchetta, quasi minacciati circa le sanzioni da comminare alla Russia e agli armamenti da dare all’Ucraina. Non che il nostro governo non volesse collaborare, ma Draghi era convinto di potersi muovere più agilmente”. Nel corso del conflitto le cose sono molto cambiate tanto che, nel corso dei negoziati di oggi, l’Italia è stata chiamata ad assumere un ruolo quasi di mediatore tra le parti. “Dopo il discorso di Zelensky Draghi si è fatto garante dell’ingresso dell’Ucraina nell’UE – aggiunge Fabbri -. Bisognerebbe sapere se questo ruolo è stato proposto al nostro paese oppure ci si è trovata a fare il garante della neutralità ucraina”.

Il ruolo della Cina

La posizione della Cina in durante questo conflitto è stata filorussa ma non apertamente schierata dalla parte di Putin. “La Cina è in una fase di equilibrismo, tifa per la Russia perché è anti occidentale. La Cina riemerge dal secolo delle umiliazioni che va dalla metà dell’800 alla seconda guerra mondiale. Il secolo in cui la Cina è stata spartita tra colonie e concessioni occidentali – ha detto Dario Fabbri a Omnibus -. La Cina ha nei confronti della Russia una posizione ambivalente, li considerano usurpatori in Asia ma vogliono che la Russia vinca perché dimostrerebbe la debolezza e l’incapacità dell’occidente di frenarla”. Lo scorso 24 marzo la Cina ha votato contro la risoluzione dell’ONU che condannava la Russia per la crisi umanitaria in Ucraina. “La Cina sperava in una guerra lampo e che non avesse ripercussioni sulla sua posizione – ha aggiunto Fabbri -. Oggi le cose si stanno mettendo male sul piano della propaganda perché la Cina sta vedendo che quello che succede in Ucraina sta ringalluzzendo Taiwan. Le forse armate cinesi non sono testate da molti anni e questa guerra ce lo ricorda: le forze armate valgono soltanto in guerra per stabilire che sono efficaci. Le immagini stanno dicendo che Taiwan potrebbe farcela”.

La versione indiana

L’intelligence statunitense all’inizio della guerra immaginava che l’India si sarebbe schierata con il fronte occidentale invece il governo di Narendra Modi ha optato per una linea di neutralità. “Delhi ha scelto di schierarsi dalla parte dalla Russia optando per una posticcia neutralità che ne segnala l’indipendenza strategica e ha scongiurato l’isolamento di Mosca – ha sottolineato Fabbri nel suo podcast “Nove Minuti” sulla notizia geopolitica della settimana –. Fisiologicamente antioccidentale, il sub continente si schiera in posizione anti Nato sebbene abbia eletto la Cina come la sua nemica. Però l’India necessita di mantenere i legami industriali (anche militari) con la Russia tanto importanti da negare alle nazioni unite la condanna della Russia e da elaborare uno schema rupie – rublo per aggirare le sanzioni. L’India vuole conservare una propria via indipendente per decidere ogni volta come agire alle prese con i vari dossier internazionali”.

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  • 29 Marzo 2022