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L’iconico sfondo fucsia e l’immagine di quella che sembra essere la nota bambola Barbie con il cappio al collo e, al posto del logo, la scritta “Suicide” accompagnata dallo slogan: “Stupisci i tuoi followers con un’uscita di scena mozzafiato“. E, accanto a lei a mo’ di “accessori”, un bambolotto in lacrime, dei coltelli, una pistola e un flacone di “Barbieturici”. È ciò che era stato immortalato in una serie di manifesti affissi in tutta Milano, ultima “opera” dei due controversi street artist Hogre e DoubleWhy. I cartelloni sono stati ora rimossi dopo le segnalazioni e le proteste dei residenti per la chiara istigazione al suicidio ma sul web non si placano le critiche.

I due “artisti” hanno rivendicato i manifesti inserendovi le rispettive firme e il link al sito sito stealthisposter.org, dove si trovano immagini dell’opera – postate anche sui rispettivi profili Instagram -che definiscono come “una forma di provocazione“. Per Hogre e DoubleWhy sarebbe infatti “solo” un esempio di “subvertising”, ovvero di stravolgimento (e sabotaggio) del significato originario del messaggio pubblicitario, tratto caratteristico delle opere di Hogre, peraltro già denunciato a Roma per vilipendio della religione.

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L’articolo Milano, manifesti con Barbie che instiga al suicidio: l’”opera” degli street artist Hogre e DoubleWhy rimossa dopo le proteste proviene da Il Fatto Quotidiano.

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