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È atterrato a Ciampino alle 11,20 di giovedì 29 novembre, l’aereo ambulanza che ha riportato in Italia il piccolo Alessandro Maria Montresor, il bimbo di un anno e mezzo che lotta contro una malattia genetica rarissima. All’alba dall’aeroporto di Caselle (Torino) si era alzato in volo un mezzo dell’Air Medical – una sala di terapia intensiva mobile – con a bordo un medico anestesista pediatrico dell’ospedale infantile torinese Regina Margherita e un infermiere. Alle 8,27 il velivolo è atterrato a Londra, dove il piccolo Alex vive con i genitori, per ripartire pochi minuti dopo alla volta di Roma.

A dicembre il bimbo sarà sottoposto a un trapianto di midollo salvavita all’ospedale pediatrico Bambino Gesù: una lotta contro il tempo, mentre sta per scadere l’efficacia del farmaco con cui è stato curato nelle scorse settimane a Londra. La vicenda di Alex aveva innescato una gara di solidarietà, ma l’unico donatore risultato compatibile si era reso disponibile da gennaio. Un tempo troppo lungo per Alex, che non può concedersi il lusso di aspettare.

La tecnica innovativa

Al Bambino Gesù il piccolo sarà sottoposto a una tecnica innovativa di trapianto di cellule staminali da uno dei genitori: le cellule da trapiantare vengono manipolate in modo da eliminare gli elementi che potrebbero determinare un rigetto (che in caso di trapianto dal genitore ha una probabilità del 50%). In questo modo si ottiene una compatibilità ottimale. Ad oggi 50 bambini sono stati trapiantati al Bambino Gesù con questa tecnica, con una guarigione nell’85% dei casi. Cristiana e Paolo, la mamma e il papà di Alex, hanno deciso di tentare questa strada: «Così – hanno scritto su Facebook – continuiamo a sperare».

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