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È scomparso nel 2014, ma “l’eredità” di Robin Williams continua a vivere nei fortunati che l’hanno conosciuto e hanno condiviso una parte della loro vita, privata o professionale, con il celebre attore.

Tra questi c’è Ben Affleck, 49 anni, che ha incrociato il suo percorso con il premio Oscar sul set del film Good Will Hunting – Genio Ribelle, pellicola del 1997 di Gus Van Sant.

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Robin Williams e l’impatto sulla vita di Ben Affleck

Il film, che ebbe un enorme successo, catapultò Matt Damon e Ben Affleck nell’Olimpo delle più importanti star di Hollywood, e fece vincere un Premio Oscar come attore non protagonista allo stesso Robin Williams. Anche Affleck e Damon lo vinsero, ma per la miglior sceneggiatura originale.

Per il giovane Affleck, l’aver lavorato con l’interprete di Mrs. Doubtfire ha lasciato un profondo impatto sulla sua carriera professionale, così come sulla sua vita personale. La star di Tender Bar, durante un’intervista video per la promozione del film, ha infatti parlato di una “dolce lezione” imparata mentre lavorava con il comico.

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Gli Oscar vinti per “Good Will Hunting”. (Getty images)

Durante la video intervista, Affleck ha raccontato al co-conduttore di Reelblend, Jake Hamilton, com’è stato lavorare con la star di Good Will Hunting. «Amavo Robin», ha affermato il compagno di Jennifer Lopez senza giri di parole.

«È stata la prima persona che ho incontrato e che ho conosciuto che era davvero “famosa”. Avevamo appena scritto questo film, ed è stato già incredibile che siamo riusciti a girarlo. Per non parlare, poi, di aver avuto nel nostro film Robin Williams, che era probabilmente la più grande star del momento».

«Se lui era così gentile, posso esserlo anche io»

Poi chiarisce meglio le sue parole. «Voglio dire, ha fatto così tanto per noi, credendo in noi e partecipando a quel film. Ed è anche stato così affettuoso, gentile e collaborativo. E allora ho pensato: beh, se lui può essere gentile, collaborare, lavorare, prendersi cura delle persone e ascoltarle, di certo posso farlo anche io».

Sotto, l’intervista di Affleck

Lavorare con l’icona della commedia, per lui, è stato l’avverarsi di un sogno. E avere Williams intorno anche solo come presenza mentre girava Good Will Hunting è stato una sorta di “masterclass”. «Era un uomo davvero straordinario. Gentile, amorevole e per me è la sua eredità è proprio questa. Ecco in cosa era radicata la sua commedia: una grande bontà di base e umanità».

Ben Affleck conclude spiegando che avrebbe voluto «frequentarlo per tutta la vita. Non ho avuto questa opportunità, ma quando l’ho conosciuto ero un ragazzo abbastanza giovane. Avevo 24 anni. Lui ha avuto una grande influenza su di me. Ho pensato “ok, è così che si fa questo mestiere».

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E, oggi, «ho intenzione di passare tutta la mia vita cercando di vivere sempre con il suo esempio».

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