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Lombardia arancione con le polemiche

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ITALIA

22.01.2021 – 21:50

Aggiornamento : 23:17

L’Istituto superiore di sanità italiano ha rivisto la stima a seguito dei nuovi dati ricevuti dalle autorità

ROMA – La Lombardia passa da domenica in zona arancione dopo che un «errore» nel calcolo dell’Rt la settimana scorsa aveva fatto scattare le misure più restrittive previste per la zona rossa.

Ed è scambio di accuse tra la Regione e il Governo italiano su chi debba assumersi la responsabilità della valutazione errata, che ha imposto la chiusura per una settimana dei negozi e il divieto di spostamento anche all’interno dei comuni.

«Abbiamo sempre fornito informazioni corrette, puntuali e precise, a Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia», attacca il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana al quale replicano ministero e Istituto superiore di Sanità (Iss): è stata la Regione a inviare i dati che la collocano in zona rossa e che poi lei stessa ha rettificato, cambiando il numero dei soggetti sintomatici notificati.

Il dato “incriminato” su cui si consuma lo scontro riguarda l’Rt ed è quello del monitoraggio relativo alla settimana dal 4 al 10 gennaio, aggiornato al 13, quindi 48 ore prima della riunione della cabina di regia che ha decretato la zona rossa. Nel documento si riporta che «due Regioni e province autonome (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3».

La Lombardia, in particolare, aveva un Rt pari a 1,4 – con un valore inferiore di 1,38 e un valore massimo di 1,43 – e una classificazione complessiva del rischio alta. Numeri che, in base ai parametri introdotti con il decreto del 13 gennaio, fanno scattare automaticamente la zona rossa.

«Una sovrastima» – Secondo la Lombardia, però, quel numero è frutto di una «sovrastima da parte dell’Istituto superiore di Sanità» dovuta a un errore di valutazione: i tecnici della cabina di regia non avrebbero tenuto conto della circolare del 12 ottobre firmata dal ministro della Salute italiano Roberto Speranza con la quale si è stabilito che per dichiarare guarito un paziente basta un solo tampone molecolare e non più due. E non avrebbero tenuto conto della «distonia» tra il dato relativo all’Rt e tutti gli altri indicatori, evidenziata già venerdì scorso dalla Regione.

«Chi ha sbagliato paghi» – Ricostruzione che il leader della Lega Matteo Salvini usa per chiedere conto all’esecutivo. «Se 10 milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa in base a dati e valutazioni sbagliate del governo – dice il leader della Lega – saremmo di fronte a danni morali ed economici enormi, chi ha sbagliato paghi».

La risposta dell’Iss – Fonti del ministero della Salute e lo stesso Iss fanno però notare che quegli stessi dati, una volta analizzati dalla cabina di regia, sono stati «ripetutamente validati dalla stessa Regione». Ed è stata sempre la Lombardia a rettificarli. Come, lo spiega l’Iss in una relazione. Il 20 gennaio la Regione ha comunicato una rettifica del numero di casi sintomatici, che sono gli unici che rientrano nel calcolo dell’Rt. E questo ha comportato che dai 14’180 casi con data di inizio sintomi nel periodo 15-30 dicembre che avevano i criteri per essere confermati come sintomatici indicati dalla Lombardia il 13 gennaio, la settimana dopo, il 20 gennaio, si è passati a 4’918. Cosi l’Rt è passato da 1,4 a 0,88, con la regione che resta «a rischio alto ma in presenza di uno scenario di trasmissione compatibile con uno scenario 1».

Le polemiche probabilmente proseguiranno anche nei prossimi giorni e non è affatto escluso che piovano ricorsi e richieste d’indennizzo. «Un errore come questo – dice non a caso il viceministro dello Sviluppo Economico ed esponente di punta dei 5s lombardi Stefano Buffagni – è costato caro alle nostre partite Iva, ai nostri negozianti e ai nostri professionisti».

Di certo c’è però un fatto e lo ha confermato anche l’Iss parlando di «rivalutazione del monitoraggio alla luce della rettifica» dei dati: la Lombardia, da domenica, sarà in arancione. Speranza firmerà l’ordinanza nelle prossime ore, così come per la Sardegna, che ha un Rt a 0,95 e un rischio alto. Ennesima regione che abbandona il giallo, la zona con le restrizioni minori, in cui rimangono ormai solo Basilicata, Campania, Molise, Toscana e provincia di Trento.

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