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Lo sparatore di Boulder aveva comprato una pistola sei giorni prima della strage

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STATI UNITI

24.03.2021 – 22:01

I legislatori del Colorado vogliono affidare nuovamente la politica sulle armi alle autorità cittadine

BOULDER – Domattina è fissata la prima udienza in tribunale di Ahmad Alissa, il 21enne arrestato come presunto autore della strage di Boulder, in Colorado. Il giovane è stato dimesso dall’ospedale nelle scorse ore ed è stato trasferito nella prigione della contea. 

I rilievi sulla scena del crimine sono proseguiti per ore dopo la sparatoria e hanno permesso agli investigatori di trovare elementi utili per le indagini, riferisce il Denver Post. A partire da un fucile e una pistola, che si trovavano accanto al giubbotto tattico e agli abiti insanguinati di Alissa, che lui stesso si è tolto quando si è arreso alle forze dell’ordine circa 50 minuti dopo la prima chiamata alla polizia. La pistola, una Ruger AR-556, era stata acquistata solamente sei giorni prima, il 16 marzo. L’abitazione del sospetto ad Arvada, località a una quindicina di miglia da Boulder, è stata perquisita dall’Fbi e le persone che si trovavano al suo interno sono state fatte uscire e interrogate.

Alissa ha una storia criminale di reati minori, inclusa una condanna per aggressione risalente al 2018. Nei primi interrogatori non avrebbe risposto a molte delle domande che gli sono state poste, ma avrebbe chiesto di poter parlare con la madre. Secondo gli agenti, al momento dell’arresto il 21enne non era sotto l’influsso di alcolici o stupefacenti.

La politica sulle restrizioni alla vendita di armi – Ha fatto discutere sui media nazionali (e non solo) il blocco da parte di un giudice a una legge locale che metteva dei paletti alla vendita di armi. Ora, il senatore del Colorado che rappresenta il distretto di Boulder ha dichiarato di aver redatto un disegno di legge che ripristina le capacità delle amministrazioni locali di emanare restrizioni alla vendita di armi da fuoco, superando le leggi statali. «Non sapevo quanto fosse rilevante e tempestivo fino a ieri» il provvedimento, ha dichiarato il leader della maggioranza al Senato statale Steve Fenberg.

Non si può dire con certezza che, se a Boulder ci fosse stato il divieto, la strage non sarebbe avvenuto. «Ma ciò non significa che non sia uno strumento rilevante che le comunità dovrebbero avere».

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