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L’india identifica una nuova “variante preoccupante”: la Delta Plus

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INDIA

23.06.2021 – 08:28

Aggiornamento : 08:50

Il virus mutato colpisce in maniera «più violenta» i polmoni ed è potenzialmente resistente agli anticorpi monoclonali.

NEW DELHI – L’India ha identificato una nuova variante del SARS-CoV-2, inizialmente classificata come “variante d’interesse” e subito elevata a “variante preoccupante”. Si tratta della variante Delta Plus, che colpisce in maniera «più violenta» i polmoni.

Come riporta l’Hindustan Times, che cita l’agenzia ANI, al momento si segnalano 40 casi di questo ceppo virale. Fino a martedì erano 22.  

La variante, registrata ufficialmente come AY.1, rappresenta un’evoluzione della variante Delta (B1.617.2), inizialmente individuata sempre in India. Secondo uno studio elaborato da un consorzio di laboratori di sequenziamento genico e citato al Ministero della sanità e della famiglia indiano, il virus mutato si diffonde più facilmente, colpisce in maniera «più violenta» i polmoni ed è potenzialmente resistente agli anticorpi monoclonali.

Proprio in virtù di questi risultati, martedì il suddetto ministero ha classificato la variante come “variante preoccupante” e disposto misure di contenimento più puntuali. Fino ad allora il virus mutato veniva indicato come “variante d’interesse”, ossia semplicemente oggetto di ulteriori analisi.

Come ricorda l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sul proprio sito, tutti i virus, incluso il SARS-CoV-2, mutano con il tempo e la maggior parte di questi cambiamenti «ha poco o nessun impatto» sulle caratteristiche del patogeno. Quando una variante comporta un accresciuto rischio per la salute globale può essere classificata come “variante d’interesse” o “variante preoccupante” e monitorata più accuratamente.

Al momento, l’OMS identifica sette varianti d’interesse e quattro varianti preoccupanti. Le prime vengono generalmente classificate come tali perché si sono trasmesse nella popolazione, hanno causato diversi casi di Covid-19 e focolai o sono state identificate in più paesi. Le seconde, invece, presentano maggiore trasmissibilità o peggioramento dell’epidemiologia, maggiore virulenza o peggiore quadro clinico della malattia oppure diminuzione dell’efficacia delle misure di contenimento o degli strumenti di diagnosi, dei vaccini o delle terapie disponibili. 

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