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BEIRUT – Il Libano si è fermato per uno sciopero generale che ha visto la chiusura di uffici governativi, esercizi commerciali, banche e negozi.

L’agitazione è stata dichiarata per protestare contro il peggioramento della situazione che il Paese mediorientale sta affrontando e per fare pressioni sul governo, affinché cerci un rimedio alla crisi economica e politica.

Diversi blocchi stradali sono stati istituiti intorno alla capitale Beirut. L’autostrada che conduce all’aeroporto è stata sbarrata con cassonetti della spazzatura rovesciati e copertoni dati alle fiamme. Grandi nuvole di fumo nero invadono le strade.

L’opinione pubblica sta polemizzando in queste ore sul supporto dato allo sciopero dagli stessi partiti politi che sono accusati di aver messo in stallo il Paese da quasi un anno. Il Libano, in effetti, si trova senza un governo funzionante dal mese di agosto. «Il sistema sta scioperando contro se stesso mentre i suoi pilastri stanno combattendo tra loro per poteri che non esistono più, per dimostrarci chi può contribuire alla nostra bancarotta più degli altri», ha twittato Samy Gemayel, a capo del partito Kataeb.

keystone-sda.ch / STF (NABIL MOUNZER)

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