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Agenti e funzionari del Federal Bureau of Investigation (Fbi) avrebbero preso parte attivamente alle violenze dello scorso 6 gennaio a Capitol Hill, culminate nell’assalto di manifestanti conservatori alla sede del Congresso federale Usa, e potrebbero avere addirittura co-organizzato la sommossa.

È l’ipotesi avanzata dal conduttore televisivo e commentatore politico Tucker Carlson, giornalista di punta dell’emittente di orientamento conservatore Fox News. Carlson ha rilanciato informazioni diffuse in esclusiva da Revolver News, secondo cui il governo federale ha celato l’identità di ben 20 organizzatori e partecipanti alle violenze a Capitol Hill si è astenuto dal presentare capi d’imputazione a loro carico.

Secondo Carlson, si tratta quasi certamente di soggetti coordinatisi con l’Fbi prima dell’assalto al Congresso, e che sulla base delle nuove rivelazioni avrebbero svolto un ruolo attivo nell’organizzazione delle violenze.

Il governo federale ha anche secretato circa14mila ore di riprese effettuate dalle videocamere di sorveglianza a Capitol Hill, che inquadrerebbero i soggetti in questione. Oltre 2mila capi d’imputazione sono stati presentati dal dipartimento di Giustizia Usa a carico di 411sospettati per l’assalto al Congresso, molti dei quali si trovano ad oggi agli arresti o addirittura in isolamento.

Diversi capi d’imputazione, passati in rassegna da «Revolver News», citano però «co-cospiratori non identificati». Revolver News menziona ad esempio Thomas Caldwell, un 66enne membro del gruppo di destra Oath Keepres arrestato dopo i fatti del 6 gennaio.

Gli atti d’accusa a suo carico sostengono che Caldwell abbia trascorso la serata precedente ai disordini nello stesso albergo di una non meglio precisata «persona due», e di una «persona tre», che lo avrebbero convinto a prendere parte all’assalto al Congresso promettendogli l’intervento di una «forza di reazione rapida».

Secondo Carlson, le nuove informazioni necessitano di una indagine immediata da parte del Congresso. La circolazione del segmento televisivo dedicato da Carlson alla questione è stata frattanto limitata dai principali social media: Twitter vi ha allegato una nota di «fact checking» secondo cui quelle di Carlson sarebbero «supposizioni infondate», e i soggetti in questione sarebbero collaboratori di giustizia entrati in contatto con  l’Fbi dopo l’assalto al congresso: «La legge federale – si legge nella nota del social media – non consente a testimoni o informatori di essere accusati di cospirazione».

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