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L’ex presidente ad interim della Bolivia Jeanine Áñez è stata arrestata insieme a vari ex ministri del suo governo. Áñez, che si era autoproclamata presidente nel 2019 ed era rimasta in carica fino allo scorso 8 novembre, è accusata di aver partecipato a un colpo di stato contro il precedente presidente, Evo Morales. Le accuse contro di lei sono di terrorismo, sedizione e complotto.

Nel novembre del 2019 Morales era stato costretto a dimettersi e andarsene dalla Bolivia: i militari gli avevano “suggerito” di lasciare il potere, dopo che per settimane c’erano state manifestazioni di protesta contro i risultati delle elezioni presidenziali del 20 ottobre. A seguito delle dimissioni delle principali cariche istituzionali del paese, e in quanto vicepresidente del Senato, Áñez era stata individuata come la persona che sarebbe dovuta diventare presidente ad interim e guidare la Bolivia verso nuove elezioni. Così si era autoproclamata presidente nonostante in parlamento fosse mancato il quorum necessario per via del boicottaggio dei parlamentari del partito di Morales, il Movimento per il Socialismo (MAS).

Prima di essere arrestata, Áñez aveva scritto su Twitter di essere vittima di una «persecuzione politica». Morales è tornato in Bolivia lo scorso novembre, dopo la vittoria elettorale dell’attuale presidente Luis Arce, che è membro del MAS.

Denuncio ante Bolivia y el mundo, que en un acto de abuso y persecución política el gobierno del MAS me ha mandado arrestar. Me acusa de haber participado en un golpe de estado que nunca ocurrió. Mis oraciones por Bolivia y por todos los bolvianos.

— Jeanine Añez Chavez (@JeanineAnez) March 13, 2021

– Leggi anche: Conservare il potere perdendolo, in Sud America

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