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L’ETNA SPUMEGGIANTE

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Giocare a mosca cieca con l’Etna DOC Spumante Metodo Classico, esplorando con la memoria paesaggi di sole e neve, in un rompicapo di emozioni e curiosità. Come in una Shangri-La del celebre romanzo di James Hilton (Orizzonte Perduto), vigne di autoctoni a piede franco poggiano su suoli scuri disegnati da ripetuti strati di colate laviche, mentre al palato rimangono appese sensazioni sempre nuove da svelare. Nel corso degli anni le frequenti eruzioni hanno in parte frenato la diffusione della viticoltura, resa ancora più complessa dalle importanti pendenze contenute da terrazzamenti e muretti a secco. Una “viticoltura eroica” che lascia letteralmente a bocca aperta chiunque si mostri al cospetto del Monte Etna, vulcano sospeso nel tempo e nello spazio che non finisce mai di stupire.

Nel frattempo, l’operoso territorio di piccoli Vigneron, in un emporio di straordinaria bellezza e biodiversità, cerca d’inserirsi con forza in una tipologia di produzione che appassiona sempre di più il consumatore. Lo spumante Etna DOC Metodo Classico trova conferme della sua concretezza nel lavoro accurato che 24 aziende stanno portando avanti con numeri artigianali: 133 Contrade, 1.480 ettolitri prodotti su 1.118 ettari di superficie.

La tipologia, piuttosto giovane per il territorio (è stata inserita nel disciplinare di produzione solo nel 2011) rivela interessanti espressioni intrecciate con le uve indigene. La fa da padrone il Nerello Mascalese, bacca nera capricciosa e tardiva diffusa alle pendici dell’Etna e proveniente dalla Contea di Mascali. Prevista ad oggi nella cuvée per un minimo del 60%, la si vorrebbe in crescita con la prossima modifica del disciplinare, fino alla compresenza per almeno l’80%. Il Consorzio per la Tutela dei Vini Etna DOC nato nel 1994, riconosciuto “Erga Omnes” nel 2018 con 172 produttori associati, sta lavorando per la tutela del marchio e per la promozione e la valorizzazione del territorio, un’isola nell’isola tra gli areali più distintivi in Italia e nel mondo. Gli assaggi, rigorosamente alla cieca, hanno permesso di concentrarsi senza pregiudizio sull’analisi sensoriale, sulla qualità, l’intensità, la complessità, la raffinatezza. A voi la scelta.

 

DEGUSTAZIONE

 

 

 

Gaudensius Blanc de Noir Firriato

90/100

Nelle Contrade Verzella, Imbischi e Feudo del Comune di Castiglione di Sicilia – Tenuta Cavanera – vigneti di Nerello Mascalese in purezza, età media tra i 35 e 45 anni, su suoli sabbiosi caratterizzati da un eccellente qualità drenante, si mostrano in sorsi freschi e leggiadri. Nessuna tendenza a sfumature giallo oro ma delicate nuance verdoline precedono i sentori agrumati di cedro, mandarino e pompelmo rosa. Bollicina fine e avvolgente in una struttura di armonia e agilità. Un’anima sfaccettata appena smorzata dalla sua gioventù: un aspetto che diventa pregio e bellezza. Circa 60.000 bottiglie prodotte.

 

Re Befè 2016 Al Cantàra

92/100

La complessità cresce addentrandoci in un calice proveniente dal territorio di Randazzo, Contrada Calderara – Feudo Sant’Anastasia. Una terra soffice, che profuma di cenere calda, convoglia la sua ricchezza minerale in un sorso dalla struttura decisa, in un’esperienza che profuma di erbe officinali, tiglio, pan brioche e crema pasticcera. Una permanenza sui lieviti di 36 mesi e un ulteriore sosta in bottiglia celebrano una cuvée di Nerello Mascalese armonicamente perfetta nel suo finale amaricante, e nella piacevole tensione sapida tipica del luogo etneo. Circa 1.320 bottiglie prodotte.

 

Blanc de Noir 36 Mesi Nuzzella

93/100

Da vigne di circa 30 anni si ottiene un’espressione di Nerello Mascalese in purezza che, complice il dosaggio zero, firma il territorio. L’areale di Piedimonte Etneo regala eleganti profumi di camomilla, fiori di campo, note di miele che definiscono il sorso in una texture che pare ricamata sulla seta. Bollicina briosa in un corpo di decisa complessità. Chiude al palato con un ricordo di agrumi e mandorla bianca. Circa 1.400 bottiglie prodotte.

 

Saxanigra Brut 2014 Destro

92/100

La diversità che esalta l’artigianalità e non l’omologazione. Nerello Mascalese in purezza, da vigne poste a un’altitudine di 750 metri, e suoli scuri e fortemente minerali, offre un naso di nocciola, fiori di zagara e mallo di noce. All’assaggio si svela una doppia anima di tensione e freschezza che si spinge ad una colloquialità argomentata in modo abile e persuasivo.

 

Sosta Tre Santi Brut Millesimato Tenute Nicosia

93/100

Nel comune di Trecastagni, versante Sud-Est, troviamo l’ennesima meravigliosa produzione di Etna bianco Metodo Classico. Diciottomila bottiglie e un cambio di paradigma nel gusto che propone toni caldi di frutta secca, albicocca disidrata, profumo di croissant e crosta di pane, un attacco di bocca singolare, netto e pulito. Un Nerello Mascalese che trova, complice l’annata 2017, morbidezze e avvolgenza, un altro grande spumante capace di rappresentare in modo autentico il caleidoscopico terroir etneo.

 

Mon Pit 2016 Blanc de Blancs Cantine Russo

93/100

L’unico Blanc de Blancs di questa carrellata di assaggi, esce dalla denominazione Etna DOC Metodo Classico e propone un’ulteriore visione interpretata dalle uve bianche Carricante e Catarratto provenienti da vigneti in Contrada Crasà, Comune di Solicchiata. Un vino seduttivo, capace di scompigliare le carte in tavola regalando un’armonia gusto olfattiva differente, a tratti nuova rispetto a quanto sin qui proposto. L’arancia bionda matura, la mandorla dolce, l’assortimento di fiori e frutta offrono un gusto fresco, asciutto mai respingente. Sfumature giallo oro, bollicine puntiformi aprono al Carricante nuove, importanti opportunità. Circa 15.000 bottiglie prodotte.

L’articolo L’ETNA SPUMEGGIANTE proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Giovanna Romeo

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