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Leonardo, cosa succederà alla divisione Aerostrutture

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Leonardo Aerostrutture: crisi e prospettive. L’intervento di Michele Zanocco, segretario nazionale Fim Cisl

Martedì 10 marzo si è tenuto l’incontro periodico di verifica della situazione relativa alla Divisione Aerostrutture di Leonardo per analizzare la situazione previsionale del mercato e gli interventi necessari per proseguire la messa in sicurezza dei siti.

Le ricadute derivate dalla crisi pandemica che hanno colpito pesantemente il settore del trasporto civile e i grandi produttori internazionali (Boeing, Airbus, Atr) hanno pesato fortemente negli ordinativi raccolti nel 2020 registrando una parziale riduzione dei carichi di lavoro.

Il 2021 si caratterizzerà come l’anno peggiore per i volumi produttivi con una previsione di produzione di 4,7 B787/mese rispetto ai 14 precedenti e di circa 22 Atr contro i 75 del 2019. Le nuove previsioni di ripresa del mercato, legate al perdurare della situazione pandemica, vedono il 2026 come l’anno nel quale si prevede di tornare ai volumi del 2019.

In un quadro complesso e difficile come questo Leonardo ha confermato gli investimenti annunciati nei vari progetti quali Top, Nemesi, Capitanata ed Aerocampus oltre che stampanti 3D a cui si aggiungono sviluppi ed adeguamenti tecnologici su linee di produzione a partire da quelle Atr.

Gli investimenti sono già in corso e puntano a cogliere gli obiettivi di garantire aggiornamento tecnologico e prospettiva produttiva anche attraverso l’ampliamento delle opportunità produttive sia per le costruzioni (Foggia e Nola) sia per le linee di produzione (Pomigliano) ma soprattutto per i nuovi programmi.

Sono stati confermate quattro linee di sviluppo che riguardano i materiali compositi per l’utilizzo in condizioni estreme relativamente ai quali è già stata costruita la JV con Solvay e prosegue la fase di avvio dello sviluppo dell’EuroMale per il quale Leonardo svilupperà e produrrà il blocco alare: entrambi i programmi interesseranno il sito di Grottaglie.

È stato confermata l’intesa con Comac per la produzione di parti di fusoliera in materiale composito per il velivolo CR929 che verrà sviluppato a Foggia al quale si aggiunge la partecipazione al progetto Aerion per la costruzione di un jet supersonico di grandi dimensioni, su due progetti distinti con Spirit e Aernova.

Pur in presenza di questi importanti progetti di prospettiva, le ricadute produttive – e quindi occupazionali – per alcuni di questi saranno concrete non prima di quattro anni. Questo ha portato l’azienda a pianificare alcuni interventi mirati alla Divisione Aerostrutture di Leonardo che consentano, in modo non traumatico di far fronte a questa difficile situazione.

Leonardo ha quindi identificato due strumenti per la gestione della crisi. Il primo sarà la riqualificazione di circa 500 lavoratrici e lavoratori della Divisione funzionale all’adeguamento delle competenze ed alla mobilità interaziendale. Il secondo prevede l’accompagnamento alla pensione di 500 lavoratrici e lavoratori mediante l’utilizzo mirato di quanto previsto dall’art.4 della Legge Fornero con uscite previste negli anni 2021, 2022 e 2023.

Come Fim Cisl abbiamo espresso la preoccupazione per il permanere della crisi del mercato aeronautico e abbiamo chiesto all’azienda di prevedere a stretto giro, la definizione di un nuovo incontro per analizzare nel dettaglio la situazione e gli strumenti descritti dall’azienda.

Pur nella consapevolezza del momento critico e della necessità di produrre interventi che evitino soluzioni traumatiche, in continuità con l’accordo del 17 dicembre scorso che ha “messo in sicurezza” dall’utilizzo di ammortizzatori sociali le lavoratrici ed i lavoratori della Divisione, riteniamo però indispensabile alzare lo sguardo verso la prospettiva.

Vanno salvaguardate le competenze presenti e garantito che questo patrimonio non vada disperso cosi  come riteniamo necessario che l’azienda operi affinché la necessaria riduzione dell’occupazione che oggi è stata manifestata non sia da considerarsi strutturale ma che veda, alla partenza dei nuovi programmi il ripristino dei posti di lavoro che questa crisi sta distruggendo.

Tutto questo deve avvenire a tutela di un settore importante e strategico per il paese e per garantire occupazione nei territori di Grottaglie, Foggia, Nola e Pomigliano.

La Fim Cisl si siederà al tavolo di confronto con la responsabilità e la fermezza che l’ha sempre contraddistinta per identificare le soluzioni necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori Leonardo.

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