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Redazione 30 ottobre 2021 05:49

Quasi un lavoratore su tre resterà a casa. Isagro, società che opera nel settore degli agrofarmaci con uffici a Milano, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 73 dipendenti su un totale di 232 lavoratori assunti. A denunciarlo sono Filctem Cgil e Femca Cisl, che sottolineano come tra gli esuberi ci siano anche 12 dirigenti. A motivare i licenziamenti, secondo quanto reso noto dalle sigle sindacali in una nota, ci sarebbe la necessità di sistemare i conti della società dopo “l’acquisizione da parte del gruppo americano Gowan”. I dipendenti hanno già annunciato lo stato di agitazione, “da tradurre in forme di lotta se non ci saranno risposte soddisfacenti alle richieste del tavolo sindacale a partire dal prossimo incontro”.

Pesantissima la situazione per la sede amministrativa di Milano, “dove vengono smembrate e trasferite quasi tutte le attività con ben 43 posizioni da cancellare”. Criticità, evidenziano ancora i sindacati, “anche nei siti produttivi di Aprilia, Bussi, Adria, Galliera e nel centro ricerche e sviluppo di Novara”, dove “sono state individuate posizioni in esubero”. Cgil e Csil hanno rimarcato: “Siamo di fronte ad un’imponente operazione di ristrutturazione e ridimensionamento di un gruppo che non sta seguendo logiche di integrazione con una nuova società, ma che va a cancellare un importante livello di competenze e professionalità, portando all’estero funzioni amministrative ed asset e lo fa anche colpendo livelli produttivi e di ricerca. Assistiamo ancora una volta a scelte scellerate di aziende che dicono di voler investire e sviluppare le aziende che acquisiscono, ma che iniziano proprio dall’impoverirle, ridimensionandole secondo tristi logiche di profitto”. 

Stando a quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, le sigle “hanno richiesto il ritiro della procedura di licenziamento per iniziare un confronto, che ad oggi è mancato, sul piano industriale, ma l’azienda ha già dato risposta negativa. Ora – è l’auspicio di Filctem Cgil e Femca Cisl – serve una profonda riflessione da parte di Isagro sui tempi e su una radicale modifica del piano, perché si possa costruire un confronto che attenui il più possibile l’impatto sui lavoratori”.

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