La vittoria del Partito

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La ricostruzione di Forze Armate apolitiche ed indipendenti per la RSI allarmava in parte i tedeschi, che dopo l’otto settembre avevano il terrore di subire secondo volta faccia. Un comandante militare messo a capo di un apparato ben organizzato e non ideologizzato, avrebbe potuto prendere in mano la situazione in Italia. Ed i tedeschi questa volta erano troppo sfibrati perché non fosse un colpo mortale.

Giocò poi a favore di Ricci e Pavolini, che volevano un esercito politicizzato, una volontà che aveva lo stesso Mussolini di frammentare i comandi. Poiché si fidava poco di tutti coloro i quali gli erano intorno.

Però l’errore più grave lo fece il generale Emilio Canevari, che Graziani aveva scelto per aiutarlo a ricostituire le forze armate repubblicane. Andato in Germania a stabilire dei protocolli d’Intesa aveva apertamente criticato il fascismo italiano con dei generali tedeschi.

In realtà aveva solo ribadito la tesi secondo la quale servissero Forze Armate apartitiche. Perché la carta da giocare politicamente era la resistenza nazionale per coinvolgere, se non l’intera popolazione, la stragrande maggioranza degli italiani. All’obiezione dei tedeschi in merito alla necessità di un governo fascista forte che comandasse un esercito ideologizzato poiché più affidabile in termini di lealtà, lui aveva risposto in sostanza che il fascismo non aveva dato una grande prova di sé dal 25 luglio in poi. Tutto vero. Ma quanto poco opportuno era stato dirlo in quella sede.

Un’imprudenza giocò molto a favore di Pavolini e Ricci

Questi ultimi riuscirono a convincere i tedeschi a non puntare su un ulteriore campagna di reclutamento nei campi di prigionia italiani, ma sulla coscrizione obbligatoria.

La liberazione dei molti prigionieri di guerra dai campi tedeschi. Per inserirli nuovamente nelle forze armate. Era il progetto di Graziani funzionale a limitare le divisioni nel paese. A stemperare un importante argomento di propaganda della nascente guerra civile. Per molte famiglie era dura accettare di combattere a fianco di alleati che tenevano prigionieri i propri congiunti.

Canevari venne destituito poiché sia Mussolini che Graziani non si trovavano soddisfatti dei protocolli ottenuti. In base ai quali si sarebbe dovuto puntare anche sulla coscrizione obbligatoria e sull’addestramento in Germania.

In realtà i problemi di Canevari nascevano dalle sue esternazioni precedenti.

Comunque Mussolini autorizzò le camicie nere a confluire nella Guardia Nazionale repubblicana, nella quale avrebbero dovuto essere incorporati anche i carabinieri. E che sarebbe stata alle sue dirette dipendenze ed anche alle dipendenze del ministero degli interni.

Solo eccezionalmente il mistero della difesa avrebbe avuto titolo di dare ordini alle camicie nere. Veniva frammentata l’unicità del comando durante lo sforzo bellico. Si creavano doppioni che aumentavano sforzi che avrebbero dovuto essere unitari per contrastare un nemico comune.

Ma queste divisioni di fondo erano divisioni legate anche e soprattutto alla precarietà ed alla natura eterogenea della classe dirigente del nuovo stato.

Una tragedia infinita nella RSI che non riusciva a concentrare tutta se stessa contro il nemico al fronte, ma era continuamente dilaniata da conflitti interni al paese.

Stava anche nascendo un solido movimento di resistenza, che poteva sfruttare tutti questi errori e queste divisioni a proprio vantaggio.

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