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Image from askanews web site

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Milano, 22 ott. (askanews) – La sonda DART (Double Asteroid Redirection Test) della Nasa è arrivata alla base di lancio di Vandenberg, in California (Usa).

Appena due giorni dopo aver lasciato il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) a Laurel, nel Maryland, in un container specializzato accuratamente fissato a un camion, la sonda è arrivata in California, ultimo tappa prima di lasciare il pianeta.

“Anche se sono stati solo pochi giorni di viaggio, è stato un tragitto lungo – ha affermato Elena Adams, ingegnere dei sistemi di missione DART – siamo stati tutti entusiasti e sollevati nel vedere il camion arrivare sano e salvo a Vandenberg, ora DART può iniziare i preparativi finali per il lancio”.

La sonda passerà attraverso una serie di test e controlli finali, oltre al rifornimento, nelle prossime settimane mentre il team si preparerà per il lancio a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, a fine di novembre.

“Abbiamo passato l’ultimo anno e mezzo a testare DART a terra, facendo pratica per quella che è la parte più attesa: il suo volo verso l’asteroide Dimorphos – ha aggiunto Adams – abbiamo ancora un paio di prove da fare. Una volta completati i test, saremo pronti per il lancio e le operazioni nello Spazio”.

DART sarà la prima missione al mondo a testare le tecniche di difesa planetaria tramite la deflessione di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra, tramite un cosiddetto “impatto cinetico”. DART impatterà contro il piccolo asteroide Dimorphos che orbita attorno a un compagno più grande, Didymos, in un sistema binario e cercherà di cambiare la sua traiettoria.

Nessuno dei due asteroidi rappresenta una reale minaccia per la Terra ma la collisione consentirà ai ricercatori di dimostrare la validità della tecnica di deflessione e raccogliere dati importanti per migliorare le nostre capacità per la deviazione degli asteroidi. Miglioramenti che, un domani, potrebbero esserci utili nel caso in cui venga scoperto un asteroide in grado davvero di minacciare la Terra.

La missione parla anche un po’ italiano; a bordo di DART, infatti, ci sarà anche il nanosatellite italiano LiciaCUBE (Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids), costruito dalla Argotec di Torino che verrà rilasciato pochi giorni prima dell’impatto, allo scopo di fotografare lo schianto della sonda americana sull’asteroide e, soprattutto, raccogliere dati da inviare sulla Terra per verificare che tutto ha funzionato come previsto.

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