Il referendum in questione intende abolire la legge Severino nella parte in cui prevede la sanzione accessoria dell’incandidabilità alla carica di parlamentare, consigliere e governatore regionale, sindaco e amministratore locale in ipotesi di condanna per alcuni reati.

Secondo i promotori si tratta di una misura “sproporzionata rispetto allo spirito della norma, ragion per cui si chiede di “abolire l’automatismo per quanto riguarda i termini di incandidabilità, ineleggibilità e decadenza”.

In merito alla custodia cautelare, un ulteriore quesito intende limitare il carcere preventivo ai soli reati gravi: i promotori chiedono l’abrogazione del comma 1, lettera c) dell’articolo 274 del codice di rito, che prevede l’applicazione della custodia cautelare in carcere in ipotesi di pericolo di reiterazione del reato. La magistratura dai tempi di Mani Pulite ha usato indubbiamente la custodia in carcere quale strumento di pressione nelle indagini.

Quanto alla responsabilità civile dei magistrati, la normativa attuale prevede che il cittadino danneggiato non possa chiamare direttamente in causa il magistrato, bensì rivolgersi allo Stato.

Sarà questo a risarcire e, in seguito, potrà in parte rivalersi sul giudice. Il quesito intende sopprimere tale preclusione, aprendo la possibilità per il cittadino di chiedere il risarcimento dei danni in via diretta.

Correnti e separazione delle carriere

In tema di separazione delle carriere, l’eventuale approvazione del referendum comporterebbe che il magistrato scelga già alla vittoria del concorso la funzione giudicante o requirente senza poter più passare all’altra e viceversa.

Personalmente ritengo questa una stortura, con la conseguenza che i PM passino sotto il controllo politico del Ministero, fatto che in Italia produrrebbe più danni che altro.

La politicizzazione delle toghe è già troppo marcata per prevederla per legge.

Infine, secondo i promotori, dovrebbe essere abolita la raccolta delle firme del magistrato che intende candidarsi al Csm, e dunque l’obbligo per lo stesso di iscriversi a una corrente.

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