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Domenica la polizia turca ha interrotto una manifestazione del Pride a Istanbul che era stata vietata dalle autorità, disperdendola con la forza e arrestando decine di persone tra manifestanti, organizzatori e attivisti. Secondo il Comitato per la Pride Week di Istanbul, le persone arrestate sono oltre 200 e a molte di queste la polizia avrebbe negato di parlare con un avvocato durante la detenzione. Nel corso della giornata alcune persone sono poi state rilasciate, mentre altre si trovavano in carcere ancora domenica sera. Tra le persone arrestate c’era anche un fotogiornalista dell’agenzia di stampa francese AFP, Bülent Kilic.

Secondo Kaos GL, un’organizzazione turca per i diritti delle persone LGBT+, altre dodici persone sono state arrestate per lo stesso motivo a Izmir, nell’ovest del paese. Dunja Mijatovic, commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha chiesto alle autorità turche di rilasciare i manifestanti e di garantire l’incolumità dei partecipanti al Pride. Sulla questione sono intervenute anche ong come Amnesty International e Reporter Senza Frontiere.

Fino a pochi anni fa la sfilata del Pride a Istanbul attirava anche più di 100mila persone, ma questo è l’ottavo anno consecutivo in cui le autorità locali vietano gli eventi e le manifestazioni collegate alle tradizionali celebrazioni che si svolgono in moltissimi paesi del mondo. Le ragioni ufficiali dei divieti sono di ordine pubblico, ma si ritiene che invece siano un segno del fatto che il governo del presidente Recep Tayyip Erdoğan, di orientamento islamista e conservatore, è sempre meno aperto nei confronti dei diritti delle persone delle comunità LGBT+.