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Nel living spicca un imponente caminetto in marmo di Carrara che Ana ha scovato in uno dei suoi viaggi in Italia e che, casualmente, rispecchia i dettagli delle modanature che corrono lungo i soffitti di tutta la casa, progettate da Ñíguez e realizzate da un artigiano locale. “Volevo ottenere uno stile particolare, come se Maria Antonietta fosse una delle protagoniste della serie Sex and the City“, scherza Ana. Per l’attrice, tuttavia, questa atmosfera eccentrica e barocca, ma comunque sobria, è un’oasi di pace: “Dico sempre che questa casa è come una casa sul lago. Mi ispira molta calma, sono la luce, gli spazi…”, spiega.

Il designer d’interni Fabián Ñíguez si è occupato anche di un’altra delle richieste dell’attrice: che la casa fosse il più possibile sostenibile ed efficiente. Per questo motivo, le vernici ecologiche Valentine, realizzate con coloranti a base d’acqua privi di sostanze chimiche, sono state essenziali nel processo. Allo stesso modo, l’orientamento della casa e il sistema di finestre mantengono all’interno il caldo e il freddo, favorendo il risparmio energetico, così come le lampadine ecologiche collocate in tutti gli spazi.

Nella sala da pranzo, carta da parati Rue Babylone Gold dalla collezione 40th Anniversary di Juan Gatti per Coordonné. Tavolo Dania de Momocca, vaso Judith San Quintín, sedie Leggera 646 di Gio Ponti per Cassina, sospensione Discocó di Marset.Foto: Pablo Zamora / Styling interni: Pete Bermejo

Un pavimento in pietra sinterizzata black and white

Un altro degli elementi distintivi (e non negoziabili) nella progettazione degli ambienti è stata la necessità di integrare un televisore Samsung da 75 pollici nel living. A questo scopo, lo studio Fabián Ñíguez ha progettato una mensola su misura in legno laccato che corre lungo l’intera parete, incorniciando il televisore. “È un elemento fondamentale nella vita di Ana, c’è un televisore in ogni stanza, è essenziale per il suo lavoro“, spiega l’interior designer. Un raffinato pavimento in pietra sinterizzata percorre  il corridoio che conduce al resto delle stanze. Il bianco e il nero sono declinati in una geometria macro, con una una doppia fascia perimetrale che crea una sorta di tappeto visivo che porta fino alla camera da letto principale. È qui che Ana ama rifugiarsi.

“Ana desiderava un letto accogliente, che la facesse sentire avvolta in un morbido abbraccio. Abbiamo trovato questo letto di Treca Paris con una testata dalle linee curve. Abbiamo completato il tutto con una carta da parati in Toile de Jouy, il suo tessuto preferito, che corre lungo la parete nascondendola porta della dressing room. “La prima notte che ha dormito nella sua nuova casa si è sentita come se ci vivesse da sempre, e questo per me è un grande regalo”, conclude Fabián, “la casa deve essere adattata alle esigenze di chi chiede il nostro aiuto, è la nostra missione e quello che dà senso al nostro lavoro”.