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La maggioranza si spacca sulla sospensione del cashback, M5S e Pd: «Un errore, il governo ci ripensi»

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Nemmeno il tempo di decidere la sospensione del cashback almeno per i prossimi sei mesi, come decretato ieri dalla cabina di regia convocata a palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, che la maggioranza si spacca e la scelta del governo rischia di essere messa di nuovo in discussione. L’attacco arriva soprattutto dal Movimento 5 Stelle ma anche dal Pd, cioè i due partiti maggiori al governo quando il meccanismo fu collaudato e fatto partire dall’esecutivo Conte bis.

«È un errore la sospensione del cashback, che come strumento di incentivo all’utilizzo di pagamenti elettronici e lotta all’evasione è stato perfetto – ha scritto su twitter la pentastellata Fabiana Dadone, ministra per le Politiche giovanili – Chiederemo in Consiglio dei ministri i motivi di questa decisione”. Sulla stessa linea anche un altro ministro grillino, Stefano Patuaneli (Agricoltura), che si augura «un passo indietro» da parte del governo. Chiarimenti sono chiesto anche da Michele Bordo, deputato dem e responsabile del partito per la coesione e il Mezzogiorno. «Una cosa è correggere ciò che non ha funzionato del meccanismo, altra cosa è sospenderlo – ha commentato Bordo – Il cashback ha consentito in questi mesi un maggiore utilizzo della moneta elettronica, un migliore tracciamento dei pagamenti, la riduzione del nero e dell’evasione fiscale».

Chi invece difende la scelta dell’esecutivo è il centrodestra, che già ai tempi dell’opposizione al Conte bis aveva criticato la misura. «La sospensione del cashback nel secondo semestre dell’anno è una decisione di buonsenso che farà risparmiare più di mezzo miliardo alle casse dello Stato – scrive la capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini – Il nostro auspicio è che si tratti di uno stop definitivo, perché si tratta di una misura demagogica i cui costi hanno ampiamente superato i benefici». Ancor più dura la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, secondo la quale «cashback e lotteria degli scontrini sono una idiozia che ci costa 4 miliardi» e «un tentativo di controllare gli italiani in cambio di una elemosina». Ora, spiega Meloni, «i quasi 2 miliardi risparmiati siano ora destinati ad attività e lavoratori colpiti dalla crisi e dalle chiusure».

Il cashback, inizialmente previsto ogni sei mesi fino al 2022, resta attivo fino a domani per i pagamenti elettronici effettuati negli scorsi sei mesi nei negozi fisici, per i quali si ha un rimborso del 10 per cento della spesa, per un massimo di 150 euro, e un premio di 1.500 euro per le centomila persone che effettuano il maggio numero di pagamenti. Il cashback accumulato fino a domani arriverà nei conti correnti nel mese di luglio.

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