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La Corte costituzionale dell’Ecuador ha depenalizzato l’aborto in caso di stupro, modificando così l’articolo 150 del codice penale. La decisione è stata presa con 7 voti a favore e 2 contro ed è un primo passo molto importante per un paese dove le persone di religione cattolica sono l’80 per cento della popolazione e dove una donna rischia fino a tre anni di carcere per aver interrotto una gravidanza.

Prima della sentenza della Corte, in Ecuador l’aborto era consentito solo se la vita della donna era in pericolo e se la gravidanza era il risultato di uno stupro avvenuto contro una donna con disabilità mentale. Nel 2019, il Parlamento aveva votato contro la depenalizzazione dell’aborto in caso di stupro o malformazione del feto.

Il difensore civico Freddy Carrion ha detto che «da oggi, nessuna donna stuprata sarà più criminalizzata», e su Twitter ha spiegato che la sentenza «è stata possibile grazie alle donne e ai collettivi femministi che hanno costantemente combattuto per una società più equa ed egualitaria».

La resolución de la @CorteConstEcu q despenaliza el aborto por violación es posible gracias a las mujeres y colectivos feministas que han venido luchando permanentemente por tener una sociedad más justa e igualitaria, sin ellas no sería posible que hoy #Esley. pic.twitter.com/v6EHAliSgn

— Freddy Carrion Intriago (@freddcarrion) April 28, 2021

I movimenti femministi hanno accolto in modo positivo la sentenza definendola «un progresso necessario, ma incompleto», e hanno fatto sapere che continueranno a impegnarsi per ottenere la completa depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza.

– Leggi anche: Che cosa si muove sull’aborto, in America Latina

A commento della sentenza, il presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso, cattolico e antiabortista, ha pubblicato un comunicato in cui ha detto che, pur essendo cattolico, lui e il suo governo rispetteranno la decisione della Corte secondo i «principi della laicità dello Stato e della separazione dei poteri».

Mi postura sobre lo resuelto por la Corte Constitucional el día de hoy. pic.twitter.com/RTHGYYMAJY

— Guillermo Lasso (@LassoGuillermo) April 28, 2021

Nel frattempo, attivisti e movimenti antiabortisti hanno manifestato contro la decisione della Corte e la Conferenza episcopale ecuadoriana (CEE) ha inviato una lettera a Hernán Salgado, presidente della Corte costituzionale, esprimendo la sua preoccupazione.

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