Kamala Harris, tra poco Presidente Usa, respinge i migranti

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La vice presidente americana Kamala Harris sarà a breve Presidente degli Usa. È il segreto di Pulcinella.

Joe Biden, candidato contro la corazzata Trump, ha inaspettatamente e non senza sospetti, vinto le elezioni di Novembre ma la sua inadeguatezza è sotto gli occhi di tutti.

Un uomo vecchio e malato, nelle sparute conferenze stampa sempre più spaesato, e con discorsi inconcludenti.

La prossima Presidente 

Kamala sarà Presidente, nel commosso peana genuflesso di tutti i media democratici.

Che sia per morte ‘naturale’ o in forza del 25esimo emendamento della Costituzione americana che stabilisce come il vice presidente possa assumere i poteri in caso di incapacità del presidente in carica.

E già studia da Presidente, rimangiandosi una bella fetta di promesse elettorali.

Vi ricordate le vituperate gabbie di confine di Trump? Dove i minori venivano separati dalle famiglie di immigrati?

Ci sono ancora. Si chiamano  Migrants Facility for Children ,centri temporanei di accoglienza per bambini, ma la sostanza è la stessa.

Ma non ci si ferma a questo.

La Harris ieri ha detto ai migranti di Guatemala e Messico di “non venire negli Stati Uniti” perché saranno respinti.

Durante la sua prima visita all’estero da quando ha assunto l’incarico, Harris ha parlato del “pericoloso viaggio verso nord” che intraprendono i migranti.

Invitandoli a “non venire. Gli Stati Uniti continueranno a far rispettare le nostre leggi e a proteggere i nostri confini”.

“Se verrete al nostro confine, sarete rimandati indietro”, ha detto la vice presidente sottolineando che ci sono “strade per un’immigrazione legale e sono queste che vanno percorse”.

“Non venite, vi faremo tornare indietro“.

Così la vicepresidente (democratica) degli Stati Uniti. Nera, non afroamericana, discendente di uno che con gli schiavi africani si è arricchito.

La paladina della sinistra, nonostante questo, che rappresenta un  Paese che -giustamente – difende i propri confini.

Sarà accusata di “sovranismo”, e magari anche un po’ di “razzismo”? Non crediamo proprio.

Ma come Presidente comincia bene.

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