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Deve avere una qualche inclinazione a ospitare la vita, l’Isola delle Rose. Quando la costruirono, utilizzando i detriti provenienti dai lavori per il porto di Santa Marta, era il 1870. All’epoca si pensò di impiegarla come magazzino, come deposito di combustibili. Non trascorse molto tempo prima di accorgersi che qui, dove la Laguna veneta inizia ad anelare al mare, un certo tipo di clima favoriva la crescita di ulivi, di alberi da frutto, di fiori.

Dapprima le piante e gli ortaggi, quindi, per poi aprire le porte alla specie umana. In questo microclima perfetto, in questa oasi di silenzio e di brezze, in questo inaspettato spicchio di vivacità, fu realizzata nel 1914 una clinica atta ad ospitare le persone con problemi respiratori. Si alternarono momenti di funzionamento e di chiusura della struttura, fino alla dismissione definitiva, nel 1980.

Oggi sull’Isola delle Rose vive il micromondo del JW Marriott Venice Resort & Spa, che rilevò l’intera superficie dell’isola per farne un Resort fra i più pacificanti che esistano. Sarà per quel magico panorama sul profilo di Venezia che si gode dalla terrazza del Sagra Rooftop Restaurant, oppure per l’aria tiepida che si respira rimanendo in ascolto del mormorio della Laguna, o anche il silenzio che scorta le passeggiate nell’uliveto, ma quello che è certo è che qui, al JW Marriott Venice Resort & Spa sull’Isola delle Rose, l’esperienza non si limita al solo soggiorno.

Il corpo principale del Resort ospita le camere JW, mentre il resto dell’Isola si contorna delle JW Retreats, suddivise nella Residenza, nella Maisonette, nell’Uliveto e nella Villa Rose. Ognuna di esse si caratterizza per quello che si potrebbe a tutti gli effetti definire “lo stile Marriott”. Uno stile che mira a sublimare l’esperienza ricettiva attraverso una cura e un’attenzione all’ospite fuori dal comune, pur con tutta quella dose di discrezione che rende possibile, al contempo, provare la sensazione di essere a casa.

Se le suite e le camere sono pensate per soggiorni di qualche giorno, alloggi come Le Maisonette presentano tutte le caratteristiche per ospitare un tempo di sosta più lungo. Strutturate come delle lussose e luminosissime villette a schiera, si allargano su due piani e dispongono di un piccolo giardino privato. Non manca alcun tipo di comfort – ma sarebbe meglio dire di coccola – nelle Maisonette, a partire dal set di cortesia e da un particolarissimo set di prodotti naturali per i rituali di benessere basati sull’aromaterapia, comprensivo di olio rilassante, olio energizzante, gel decontratturante e roller ball balsamico per liberare il respiro.

Ma, si diceva, non solo lusso al JW Marriott Venice. C’è un’intimità molto particolare con la natura e con i suoi colori, qui sull’Isola delle Rose, che certamente non poteva essere ignorata. L’approccio olistico costituisce una parte importantissima dell’offerta, sia per ciò che concerne i trattamenti e i prodotti dedicati alla Spa, sia per ciò che riguarda le attività proposte, come i corsi di Yoga e di meditazione, ma anche la possibilità di approfondire questo tema attraverso una proposta gastronomica studiata appositamente. Il tutto va a completare un’offerta basata sul benessere dell’ospite a 360 gradi: la Spa si compone infatti di una sauna e una bio-sauna, di un hammam, una palestra e una piscina riscaldata interna con prolungamento nell’area esterna, a un passo dalla sponda dell’isola.

Seppure si tratti di una superficie molto piccola – 16 ettari in tutto – questa isola è riuscita, soprattutto grazie all’intervento del JW Marriott Venice, a preservare tutta la storia che l’ha definita negli anni. Le tracce di un’architettura di fine ‘900 sono ancora visibili, poiché ogni cosa è stata trattata con la cura che gli artisti riservano ai dettagli. Tutte le strutture, un tempo parte del complesso di cura, sono state restaurate dal noto architetto e designer Matteo Thun e valorizzate nel patrimonio storico che rappresentano.

Un esempio di questo è il Ristorante Fiola at Dopolavoro, armonico contrasto di fattezze “vintage” negli esterni e intimità moderna negli interni, con un’anima assolutamente concreta, basata principalmente sull’utilizzo degli ortaggi e dei prodotti coltivati in loco, ma anche delle materie prime provenienti dal noto Mercato di Rialto. La creatività applicata alla tradizione gastronomica veneta, al Fola at Dopolavoro, si sintetizza in un menù che comprende anche i piatti signature di Fabio Trabocchi, Chef dello stellato Fiola DC.

I corsi di cucina, i pic-nic nel parco del JW Marriott, le cene a quattro mani e le degustazioni realizzate in collaborazione con le cantine hanno completato l’offerta della stagione estiva appena trascorsa. Non ci resta che attendere le prossime, con la consapevolezza che qui, al JW Marriott, ogni momento è sincrono al battito di Venezia e regala la sensazione di essere dentro l’abbraccio di tutta quella sua immensa bellezza.

 

jwvenice.com

Category: spa

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