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Il design come strumento sociale, capace di fornire soluzioni precise e dando risposte concrete alle problematiche più attuali. Il Design Degree 2020 di Istituto Marangoni diventa digitale e presenta, attraverso un percorso speciale e inedito, i migliori progetti in 3D degli studenti della School of Design.

«Durante il lockdown, e nel corso di questo anno accademico imprevedibile, la scuola ha prontamente reagito mettendo gli studenti nelle migliori condizioni possibili per continuare il proprio percorso didattico. – ci racconta Massimo Zanatta, School Director di Istituto Marangoni Milano Design – Le lezioni sono state convertite in digitale, mantenendo costante il confronto con i docenti. Abbiamo inoltre mantenuto vivo il programma di incontri delle IM Design Talks, un confronto aperto, con personaggi chiave del mondo del progetto. In tutto questo, la tecnologia è stata ovviamente fondamentale, creando un nuovo modo di confrontarsi, di relazionarsi e di progettare. Questa modalità certamente non potrà mai sostituirsi alla didattica in presenza, ma in futuro potrebbe offrirci qualche spunto per approfondimenti digitali di grande interesse. Il Design Degree di quest’anno sfrutta al meglio le potenzialità del digital, per arricchire di contenuti e storie i progetti dei migliori talenti della scuola, ospitato all’interno della piattaforma House of Istituto Marangoni, un luogo digitale sviluppato in partnership con Vogue Italia».

Interior Design: Carolina Gaudino, Latibule

Per ogni area di Interior Design, Product Design e Visual Design, sono stati selezionati tre lavori che gli utenti possono ammirare grazie a un’esperienza virtuale e totalmente immersiva. Gli studenti di Interior Design sono stati invitati ad un’attenta riflessione sul tema dell’abitare contemporaneo, interrogandosi sulla progressiva e profonda trasformazione della casa e dei suoi spazi, fornendo riposte creative e funzionali.

«Conoscere e saper utilizzare al meglio i software di modellazione è certamente importante per chi desidera intraprendere un percorso professionale nel mondo della progettazione: la committenza oggi si aspetta effettivamente una idea del progetto sempre più realistica, sempre più vicina alla realtà. Non meno importante è poi la capacità di saper gestire la stampa 3D. Resta tuttavia sempre importante la capacità di saper interpretare una idea anche a mano libera e di raccontare, con uno schizzo, i propri progetti. Un’abilità che crediamo che ogni studente debba praticare al meglio, lasciando, solo in seconda battuta, la visualizzazione più realistica e sofisticata garantita dalla tecnologia», continua Massimo Zanatta.

Product Design: Nichita Curilenco, Celare Phone

Nell’ambito del Product Design, i neolaureati hanno dato nuova forme ai prodotti tecnologici, riflettendo sulle nuove dipendenze e i problemi psicologici legati all’abuso della tecnologia. Tra questi “NOME – The Privacy Manager Watch” di Leonardo Cavalluzzi, un concept alternativo di smartwatch, che comunica con l’utente in modo non intrusivo, utilizzando solo il feedback tattile e l’identificazione biometrica dell’utente.

Visual Design: Constanza Coscia, How Food Makes Us Human

Infine, il Degree Project lanciato all’interno dell’area Visual Design nasce dalla capacità di immaginare e finalizzare nuove identità e visioni di marchi, nel settore della pubblicità o in ambito editoriale. Anche qui temi fortemente legati all’attualità, come l’inquinamento, lo spreco e la recente condizione di isolamento, che ha portato alla progettazione di nuovi mondi in cui condividere momenti spensierati con amici e famigliari.

Visual Design: Alice Braglia, Once Upon a Lime

«Le riflessioni emerse dai progetti degli studenti sono davvero sorprendenti. Siamo di fronte a giovani con una capacità di leggere il mondo, la contemporaneità e le sue problematiche con grande lucidità e spirito critico. Sono ragazzi che vivono “nella” e “con” la tecnologia, ma sanno perfettamente leggerne i rischi e le debolezze, ricercando anche alternative. È il caso di Alice Braglia che progetta “Once Upon a Lime”, un gioco da tavolo con l’obiettivo di far trascorrere del tempo di qualità lontano dai propri smartphone. Inoltre, le riflessioni sui temi della sostenibilità sono sempre vive nei giovani designer: fanno ormai parte integrante del loro modo di immaginare un progetto di oggi, per un domani migliore. Infine, ha colpito anche il modo nuovo con il quale gli studenti hanno interpretato il concetto dell’abitare contemporaneo: sicuramente uno spazio in cui esiste un dialogo tra l’innovazione e la capacità di riflettere la personalità di chi lo vive, dove si ricerca sicurezza, comfort e, soprattutto, stabilità», conclude il direttore.

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