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Il presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa ha dichiarato lo stato di emergenza per via delle violente proteste contro il governo iniziate giovedì con una manifestazione nella capitale Colombo. Lo stato di emergenza, tra le altre cose, prevede l’impiego dell’esercito con compiti di polizia e la possibilità di arrestare e detenere persone sospettate di attività illecite senza un mandato giudiziario. Rajapaksa ha detto che lo stato di emergenza è stato introdotto «nell’interesse della sicurezza pubblica» e per garantire «i rifornimenti e i servizi essenziali alla comunità».

Le proteste erano cominciate pacificamente giovedì con una manifestazione davanti alla residenza presidenziale a Colombo, ma erano poi cominciati dei violenti scontri con la polizia che hanno provocato diversi feriti sia tra i manifestanti che tra gli agenti. Nonostante la durezza della risposta della polizia alla manifestazione di giovedì, altre ne sono state organizzate anche il giorno dopo in altre città del paese.

Rajapaksa ha attribuito la responsabilità per le manifestazioni e gli scontri a «gruppi estremisti», ma lo Sri Lanka è alle prese con la peggiore crisi finanziaria dalla sua indipendenza dal Regno Unito, ottenuta nel 1948. In tutto il paese ci sono gravi carenze di cibo, carburante e farmaci.