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Per la prima volta in Europa, alle elezioni in Islanda di sabato sono state elette in parlamento più donne che uomini. Secondo i risultati definitivi delle elezioni all’Althing, il parlamento islandese, su 63 seggi complessivi 33 sono andati a donne, un aumento consistente rispetto ai 24 della scorsa legislatura. Questo è avvenuto nonostante i risultati deludenti di alcuni partiti progressisti che di solito candidano più donne nelle loro liste elettorali rispetto ai partiti conservatori.

Secondo dati della Banca Mondiale aggiornati all’anno scorso e citati da Reuters, soltanto tre paesi oltre l’Islanda hanno più donne che uomini in parlamento: Cuba, Emirati Arabi Uniti e Ruanda. In questi tre paesi, nessuno dei quali è una democrazia, al contrario dell’Islanda, il ruolo dei parlamenti è tuttavia piuttosto limitato.

Alle elezioni di sabato, i tre partiti al governo negli ultimi quattro anni (uno ambientalista di sinistra, uno di centrodestra e uno di centro) hanno ottenuto 37 dei 63 seggi dell’Althing. Non è ancora chiaro tuttavia se i tre partiti continueranno a governare assieme, e con quali equilibri, soprattutto perché il partito Vinstrihreyfingin–grænt framboð (Sinistra – Movimento Verde), guidato dall’attuale prima ministra Katrin Jakobsdottir, ha perso voti rispetto alle elezioni di quattro anni fa.

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