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STATI UNITI

18.02.2021 – 06:00

Svolta linguistica rispetto all’era Trump. Il termine inglese è “illegal aliens”: «Rievoca marziani bicefali invasori».

L’ex funzionario: «”Alien” è il termine legale: è preciso, accurato e in nessun modo offensivo». Anche l’ex presidente, però, aveva cambiato la terminologia per promuovere la sua narrativa.

WASHINGTON – Negli Stati Uniti non ci saranno più “stranieri illegali”, “stranieri senza documenti” o anche semplicemente “stranieri”: “aliens” in inglese, che significa anche “alieni”. Almeno non nella comunicazione dell’amministrazione Biden. Sancendo una svolta linguistica rispetto alla narrativa dell'”invasione” di Trump, l’ufficio federale competente per l’immigrazione ha esortato i suoi funzionari a non usare più questi termini e a impiegare, al loro posto, espressioni «più inclusive».

Come riporta Axios, il cambio di passo è stato comunicato via email dalla direttrice ad interim dei Servizi della cittadinanza statunitense e dell’immigrazione (USCIS), Tracy Renaud. Tra i cambiamenti proposti c’è l’utilizzo del termine “non-cittadino” (“noncitizen”) al posto di “straniero” (“alien”). Se privo di titolo di soggiorno, il “non-cittadino” dovrà inoltre essere definito “senza documenti” (“undocumented”) e non più “illegale” (“illegal”). Scoraggiato anche l’uso della parola “assimilazione”, alla quale si dovrà preferire “integrazione” (“integration”) o “integrazione civica” (“civic integration”).

«Questa modifica è volta a incoraggiare un linguaggio più inclusivo negli sforzi di presenza sul territorio dell’agenzia, nei documenti interni e nell’insieme della comunicazione con portatori d’interessi, partner e con il pubblico», ha spiegato in una presa di posizione citata da BuzzFeed News un portavoce dell’USCIS. 

La mossa rappresenta una svolta comunicativa rispetto alla narrativa promossa da Donald Trump, che aveva del resto incoraggiato a sua volta un cambio di terminologia nell’ambito della migrazione. Come riportava allora la CNN, nel 2018 il suo Dipartimento di giustizia aveva infatti invitato i procuratori a usare il termine “stranieri illegali” (“illegal aliens”) al posto di “stranieri senza documenti” (“undocumented aliens”). Nel 2019, i funzionari dell’USCIS erano stati inoltre esortati a non impiegare più la dicitura “cittadino straniero” (“foreign national”), ma “straniero” (“alien”). 

Il cambiamento deciso dall’amministrazione Biden incontra il favore di chi si occupa d’immigrazione, che trova il termine “alien” «disumanizzante»: «Cancellare “alien” non fermerà l’ICE (l’agenzia federale che si occupa di immigrazione e dogane, ndr) dall’espellere chiunque né renderà la vita più facile alle persone che non sono cittadini statunitensi – fa notare a BuzzFeed César Cuauhtémoc García Hernández, professore di diritto all’Università di Denver -. Tuttavia, è importante cancellare la parola “alien” perché è offensivo descrivere la gente usando la stessa parola che veicola immagini di marziani bicefali invasori».

«Quando chiamiamo le persone alieni le priviamo del loro senso di umanità», gli fa eco Raymond Partolan, una paralegale di Atlanta giunto negli Stati Uniti a 1 anno di età e rimasto nel Paese solo grazie al programma DACA, che tutela gli immigrati irregolari arrivati in America da minorenni. «Ogniqualvolta qualcuno usa la parola alieno veicola immagini di esseri che provengono da fuori di questo mondo», continua.

La circolare dell’USCIS non farà però sparire magicamente la parola “alien” dal sistema legale americano. Essa è infatti contenuta nel Codice degli Stati Uniti (la raccolta delle leggi federali) e rimarrà il termine tecnico ufficiale per il sistema dell’immigrazione e quello giudiziario. Almeno sotto Biden, però, non sarà più usata nella comunicazione con il pubblico.

A tal proposito, criticando la svolta imposta dal nuovo presidente, Robert Law, un ex funzionario dell’amministrazione Trump, ha scritto in un blog: «L’immigrazione è un tema complesso, ma la definizione legale di “alien” è innocua quanto ogni altra parola nelle nostre leggi. Il termine “alien” è preciso, accurato e in nessun modo offensivo».

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