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L’Europa non è una costruzione artificiale. L’Europa ha una storia, l’Europa è un’idea. Europa è una tradizione che racchiude tante tradizioni.

Non è un solo popolo, l’Europa è composta da popoli.

Ursula von der Leyen, non può pensare che basti invocare dogmaticamente il primato del diritto Ue su quelli nazionali, incluse le disposizioni costituzionali. Gli stati hanno delle costituzioni, l’Europa non riesce a farsene una.

Ridicolo che venga processato come antieuropeo chiunque parla di un’Europa differente, di una costituzione con organi elettivi che abbiano reale potere decisionale. La signora Ursula non è stata eletta da nessuno, eppure dovrebbe prevalere su governanti eletti dei loro popoli.

L’Europa è affascinante, meravigliosa coinvolgente quando detentrice di un destino. Quando si parla di essa in riferimento a radici, a cultura, a storia, a vocazione civilizzatrice occidentale.

Diventa assurda, dittatoriale ed iniqua quando vuole imporre leggi fatte a danno dei singoli popoli, una morale non condivisa dai cittadini degli stati.

Ora vuole impedire ai paesi membri di difendersi, negare il loro diritto di costruire barriere difensive perché l’immigrazione deve essere regolata da un principio d’accoglienza insostenibile aprioristicamente decretato dai non eletti.

Il processo di integrazione europeo si è fermato da anni. Proprio per questa volontà di voler imporre e non gettare le basi di una costituzione stabile con organismi eletti e quindi legittimati dai cittadini. Di non stabilire equamente le competenze degli Stati e della federazione in base a necessità reali.

Il Regno Unito con la Brexit ha dato un colpo molto forte al prestigio dell’UE, se l’Unione non la smette di ignorare le ragioni dei dissenzienti rischiamo decisioni di paesi come la Polonia e quindi una menomazione permanente delle prospettive di grandezza europee.

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