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Il Sole non si scalda col patto Brunetta-sindacati, i grovigli sui vaccini, gli sceriffi Emiliano e De Luca

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Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start

IL SOLE NON SI SCALDA TROPPO COL PATTO BRUNETTA-SINDACATI

Il Patto governo-sindacati sulla Pubblica amministrazione “indica poco più una direzione di marcia. L’auspicio è che lo spirito che sembra animarlo non venga meno nelle fasi successive della negoziazione, certamente più complicate”, scrive il giurista Marcello Clarich sul Sole.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

NUOVO CALENDARIO DEI VACCINI

Stop alla babele delle vaccinazioni regionali dove non solo professori e poliziotti ma anche in alcuni casi magistrati e avvocati hanno scavalcato gli anziani nella fila delle iniezioni. Da ora si andrà avanti con vaccinazioni per fasce d’età e di chi è più a rischio. (Sole24Ore)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

Vaccini, si cambia: tocca ai settantenni. Gli under 55 dovranno aspettare luglio. Il nuovo piano: subito 2 milioni di soggetti “estremamente vulnerabili”. Poi si procederà per fasce di età, non per categorie. (La Stampa)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

VACCINAZIONE MILITARE

I Dtd (Drive trough Difesa), laboratori mobili per i tamponi, diventeranno anche centri di vaccinazione. I drive trough attivi oggi sono 138, coinvolti 106 medici e 254 infermieri militari. La Difesa punta molto su questa modalità: agile, efficace. (Sole 24 Ore)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

EXPORT UE

“L’Unione europea da febbraio ha esportato finora oltre 34 milioni di vaccini anti-Covid verso 31 Paesi, inclusi 9,1 milioni alla Gran Bretagna, 954 mila agli Stati Uniti e 3,9 milioni al Canada”. (Corriere della Sera)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

“Il nostro continente non ha le fiale di cui avrebbe bisogno ma da qui, hanno raccontato il New York Times e Bloomberg, partono dosi verso altri Paesi. Sarebbero 34 milioni, la maggior parte spedite in Canada e Regno Unito”, scrive Repubblica.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

PROGRAMMAZIONE ADIEU

Le aziende dei vaccini hanno un vincolo contrattuale soltanto sulle consegne trimestrali. Ma sono loro a decidere come spalmare quelle forniture settimana per settimana. Per questo costruire una linea che disegni l’andamento della campagna vaccinale è operazione ardita. (Corsera)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

AL COMUNE DI BOLOGNA SI SBUFFA

“La gente non ne può più, è allo stremo delle forze. Una chiusura totale come avvenne la scorsa primavera non sarebbe immaginabile oggi”. (Giuliano Barigazzi, assessore alla Sanità del comune di Bologna)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

GLI SCERIFFI DE LUCA ED EMILIANO

In Campania chiusi parchi, piazze e lungomari fino al 21 marzo: è la nuova ordinanza del presidente Vincenzo De Luca.

(Chiudere i parchi… non bastano dunque manco le mascherine e il distanziamento… ma a casa in pochi metri quadri napoletani nessun problema… ok governato’)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 10, 2021

Fino al 6/4 in Puglia “è vietato lo stazionamento all’aperto, presso gli spazi antistanti gli istituti scolastici, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare, se non si è in solitudine o non si è in compagnia di persone che fanno parte del proprio nucleo familiare o convivente”.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

VIOLA FA NERA LA SCUOLA

«La scuola è un luogo a rischio. È impossibile tenere i bambini sempre a distanza con la mascherina ben indossata e le classi sono troppo numerose. Con questa nuova variante contagiosa (l’inglese, ndr), è meglio chiudere le scuole», dice Antonella Viola, immunologa, al Corsera.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

MISTERO SPUTNIK

In Russia al 9/3, secondo il sito https://t.co/imDJKlc1Yj, oltre 5 milioni di persone (il 3,5% della popolazione) hanno ricevuto una delle due dosi previste. Cifre che non corrispondono alle statistiche diffuse dalle singoli regioni, secondo inchieste indipendenti. (fonte: Rep)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

BANCA INTESA TIFA RUSSIA

“In un contesto globale difficile, quello russo è un ecosistema economico in salute e, grazie a strumenti fiscali favorevoli, estremamente interessante per investimenti diretti o partnership delle imprese italiane, scrive Antonio Fallico, presidente Banca Intesa Russia, sul Sole.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

ENI CONDANNATA IN BASILICATA

Il tribunale di Potenza ha condannato Eni per il reato di traffico illecito di rifiuti nell’ambito del processo sulle estrazioni petrolifere in Basilicata.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

GROVIGLIO VOUCHER

Tutto bloccato a Bruxelles. La nuova tranche di voucher per la banda ultralarga, la “fase 2”, non parte. Ai blocchi più di 800 milioni, parte del piano varato il 5 maggio 2020 dal Comitato banda ultralarga, su cui ora Giorgetti e Colao potrebbero volere rivedere qualcosa. (Sole)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

ARCELOR STRATTONA ARCURI

“ArcelorMittal mette in mora il governo italiano, accusandolo di non rispettare gli impegni sottoscritti a dicembre per il salvataggio dell’Ilva. E lo fa con una lettera che imputa a Invitalia di aver saltato per due volte l’appuntamento con il primo aumento di capitale”. (Rep)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

RAMPINI CHIOSA IL PIANO BIDEN

Via libera definitivo della Camera alla manovra di spesa da 1.900 miliardi di dollari, la prima dell’era Biden. E’ la più grande operazione redistributiva che l’America mette in cantiere da molti decenni. (Federico Rampini, Repubblica)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) March 11, 2021

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ESTRATTO DELL’ARTICOLO DI FEDERICO RAMPINI SU REPUBBLICA: SINTESI DEL PIANO BIDEN:

Dopo il sì del Senato arriva il via libera definitivo della Camera alla manovra di spesa da 1.900 miliardi di dollari, la prima dell’era Biden. Il presidente firmerà la legge di spesa al più presto, varando così un ulteriore sostegno alla vigorosa ripresa già in atto nell’economia americana. È un poderoso contributo al potere d’acquisto delle famiglie, poiché la maggior parte di questi fondi sono aiuti alle persone, sussidi al reddito, spese sociali. Tra i provvedimenti principali: assegni o bonifici bancari di 1.400 dollari pro capite fino a un reddito di 75.000 dollari annui (il doppio per le coppie, più altrettanto per i figli minori a carico), e la proroga del supplemento di 300 dollari settimanali sulle indennità di disoccupazione. 66 miliardi vanno alla sanità e ai vaccini, ma la maggior parte della manovra trasferisce denaro nelle tasche di tre quarti degli americani, tra aiuti diretti e assegni familiari per i figli a carico, indennità di disoccupazione, sgravi sui debiti studenteschi, credito fiscale per alleggerire la pressione sui ceti medio-bassi. Poiché la recessione è finita, più che una manovra anti-crisi questa sta rivelando la sua vera finalità: è la più grande operazione redistributiva che l’America mette in cantiere da molti decenni. I paragoni vengono fatti con la “Great Society” di Lyndon Johnson o il “New Deal” di Franklin Roosevelt. L’opposizione repubblicana, che non ha appoggiato la manovra Biden, ricorda che la “Great Society” fallì il suo obiettivo principale che era di sconfiggere la povertà e curare le piaghe sociali del razzismo rendendo alcune fasce etniche e sociali “assistite a vita”. La sinistra obietta che dopo almeno 40 anni di aumento delle diseguaglianze, è ora di provare un’inversione di tendenza. Tanto più che il 2020 ha visto un’ulteriore impennata di quelle diseguaglianze, quando Big Tech e Wall Street hanno accumulato nuove ricchezze mentre le classi lavoratrici soffrivano.Un problema per i democratici in prospettiva viene indicato dal premio Nobel dell’economia Paul Krugman nella sua column sul “New York Times”. Dopo aver speso tanto capitale politico per fare approvare dal Congresso una manovra fatta quasi solo di assistenza, Biden ha davanti a sé una strada in salita per la sua “fase due”, cioè il grande piano per rinnovare le infrastrutture e lanciare la transizione sostenibile verso le tecnologie verdi. C’è bisogno di investire nell’ammodernamento delle infrastrutture, ma trovare i voti sarà più arduo dopo lo sforzo fatto per questi 1.900 miliardi e con i segnali sempre più evidenti della ripresa.

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