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«Le regole sono che i piccoli devono essere mandati in punti designati e non possono essere accompagnati»

SHANGHAI – «Sono così ansiosa, non ho idea in che situazione si trovi mia figlia». In Cina le famiglie affette da Covid vengono separate. Una mamma che aveva portato la sua bambina in ospedale perché aveva la febbre alta non si è più ricongiunta con lei.

Da giorni Esther Zhao implora le autorità sanitarie di avere informazioni su sua figlia di due anni e mezzo. «Non ci mandano neanche foto», ha dichiarato a Reuters. «Il dottore ha detto che le regole di Shanghai sono che i bambini devono essere mandati in punti designati, gli adulti nei centri di quarantena e non è consentito accompagnare i piccoli».

Anche Zhao è risultata positiva e si trova un centro di quarantena. Il marito, testato con il Covid, si trova in un’altra struttura ancora. La sola informazione che sono riusciti ad avere tramite una chat di gruppo su Whatsapp con i medici è che la bambina sta bene. Ma non ne sono convinti. Soprattutto dopo che da qualche giorno circolano online dei video che mostrano bambini in lacrime in una struttura di Jinshan. Anche se Reuters non è riuscita a verificare in modo indipendente i filmati, una fonte vicina ne ha potuto confermare la provenienza.

Ciò che sta succedendo alla famiglia Zhao non è un fatto isolato. Da circa un mese Shanghai sta affrontando una nuova ondata di Covid, dettata dalla variante Omicron BA.2. La città da 26 milioni di abitanti è attualmente costretta a lockdown settoriali, che da lunedì diventeranno generali. Un testimone ha affermato all’agenzia stampa che recentemente 20 bambini di un asilo di età compresa tra i cinque e i sei anni sono stati mandati in un centro di quarantena senza i loro genitori.