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Il Certificato verde digitale per viaggiare tra i Paesi dell’Unione europea

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Addio Passaporto vaccinale (o sanitario), benvenuto Certificato verde digitale o Digital Green Certificate. La Commissione europea ha presentato una proposta, anticipata qualche giorno dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, intesa a creare un documento unico e unificato per agevolare la libera circolazione dei cittadini europei tra i Paesi membri dell’Unione europea – e alcuni Stati non membri dell’Ue come Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera – durante la pandemia di Covid-19.

I Certificati verdi digitali saranno validi a partire dall’estate in tutti gli Stati membri dell’Ue e serviranno ad attestare che una persona è stata vaccinata contro il Covid-19 o che ha ottenuto un risultato negativo al test anti Covid o che è guarita dal virus. Il che significa che anche i cittadini che non sono ancora stati vaccinati potranno recarsi in un altro Paese dell’Ue, basterà presentare il risultato di un tampone PCR negativo.

Il Certificato verde sarà gratuito, potrà essere richiesto in formato digitale e/o cartaceo, si potrà leggere tramite un codice QR contenente le informazioni essenziali e una firma digitale per garantirne l’autenticità e impedirne la falsificazione e sarà rilasciato in doppia lingua, la propria e in inglese. La versione digitale può essere salvata su un dispositivo mobile.

Il Digital Green Certificate sarà rilasciato dalle autorità nazionali come per esempio gli ospedali, i centri dove si effettuano i test o le autorità sanitarie. Ciascuna autorità ha la propria chiave di firma digitale e tutte le chiavi di firma sono conservate in una banca dati protetta in ciascun Paese.

La Commissione europea creerà un gateway mediante il quale tutte le firme dei certificati potranno essere verificate in tutta l’Unione europea. Inoltre, la Commissione europea aiuterà gli Stati membri a sviluppare un software che potrà essere utilizzato dalle autorità per controllare i codici QR.

Una volta ottenuto il certificato, tutti i cittadini dell’Ue – o i cittadini di Paesi terzi che soggiornano o risiedono legalmente nell’Ue – in possesso di un Certificato verde digitale saranno esentati dalle restrizioni alla libera circolazione allo stesso modo dei cittadini dello Stato membro visitato, come l’obbligo di quarantena o di test PCR negativo.

Se uno Stato membro continua a imporre ai titolari di un Certificato verde digitale l’obbligo di quarantena o di effettuare un test, deve comunicarlo alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri e giustificare tale decisione.

Per quanto riguarda la privacy, poiché i certificati comprenderanno solo una serie limitata di informazioni necessarie (nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni pertinenti su vaccino/test/guarigione e identificativo unico), queste non potranno essere conservate dai Paesi visitati. A fini di verifica, vengono controllate solo la validità e l’autenticità del certificato, verificando da chi è stato rilasciato e chi l’ha firmato. Tutti i dati sanitari sono conservati nello Stato membro che ha rilasciato un Certificato verde digitale.

Una volta entrato a regime in Europa, la Commissione cercherà di fare adottare il Certificato verde dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) anche nel resto del mondo. La buona notizia, comnunque, è che i cittadini europei quest’estate potranno viaggiare anche oltre il proprio confine nazionale, dimostrando di avere uno dei tre requisiti richiesti (avvenuta vaccinazione, negatività a un tampone o guarigione dal Covid). Il certificato dovrebbe essere disponibile, se tutto va bene, da giugno.

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