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Il cantante R&B e produttore statunitense R. Kelly è stato condannato da un tribunale di New York a 30 anni di carcere per abusi sessuali commessi contro molte giovani donne e ragazze minorenni. Kelly – il cui nome vero è Robert Sylvester Kelly e che oggi ha 55 anni – era stato dichiarato colpevole lo scorso settembre, ma la pena è stata stabilita solo ora. È stata la sua prima condanna, nonostante già più di venticinque anni fa fosse stato accusato di abusi sessuali e fosse già stato processato.

Secondo la tesi sostenuta dall’accusa per più di dieci anni Kelly – famoso soprattutto negli anni Novanta e nei primi anni Duemila grazie a canzoni come “I believe I can fly” e “Ignition” – avrebbe sfruttato la sua fama per attrarre giovani donne e ragazze minorenni interessate a una carriera nella musica per poi sottoporle a gravi abusi fisici, psicologici e sessuali.

Tra i capi di imputazione di cui è stato riconosciuto colpevole c’è quello di associazione a delinquere: l’insieme di manager e assistenti che aiutavano Kelly a incontrare le ragazze (e poi a far sì che continuassero a rimanere sotto il suo controllo, obbedendogli senza parlare con nessuno di quello che subivano) costituiva di fatto un’organizzazione criminale. Kelly è stato riconosciuto colpevole anche di aver violato il “Mann act”, una legge federale che proibisce di trasportare una persona al di fuori dei confini dello stato per «scopi immorali» (la legge risale al 1910 ed era stata fatta per contrastare il traffico di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione).

Nel 1994, quando aveva 27 anni, Kelly fece molto parlare di sé quando sposò la cantante Aaliyah, allora 15enne: sul certificato di matrimonio l’età di Aaliyah – morta in un incidente aereo nel 2001, a 22 anni – era stata falsificata per fingere che lei fosse maggiorenne. Nel 1995 il matrimonio fu annullato.

La prima volta che si parlò estesamente di accuse nei suoi confronti fu nel 2000, grazie a una prima inchiesta del Chicago Sun-Times. Nel 2002 invece fu accusato di pedopornografia, quando cominciò a circolare un video che lo mostrava fare sesso con una ragazza di quattordici anni. La ragazza che lo aveva accusato però non testimoniò al processo e nel 2008 Kelly fu assolto da tutti i 14 capi d’accusa per cui era stato incriminato. Le cose per lui cambiarono nel 2019, l’anno in cui uscì il documentario Surviving R. Kelly, che raccoglieva molte testimonianze di giovani donne che raccontavano di aver subìto abusi da parte sua e rese ancora più note e discusse le accuse nei suoi confronti, portando al suo arresto.

Kelly ha già passato tre anni in prigione e sarà processato per altre accuse in tre altri casi, in Illinois e in Minnesota.