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Domenica l’agenzia brasiliana che si occupa del controllo e della sicurezza dei farmaci, Anvisa, ha autorizzato l’utilizzo di emergenza del vaccino cinese Sinovac e di quello realizzato da AstraZeneca, in collaborazione con l’Università di Oxford. La somministrazione dei vaccini in Brasile è iniziata domenica stessa, con alcune settimane di ritardo rispetto all’Europa e agli Stati Uniti. Nei prossimi giorni le dosi dei vaccini verranno consegnate in tutti i 26 stati del paese e nel distretto federale di Brasilia, la capitale.

La prima persona a essere vaccinata in Brasile è stata un’infermiera di 54 anni di San Paolo. Negli ultimi giorni nel paese sono state individuate nuove varianti del coronavirus caratterizzate da tre mutazioni della proteina che si trova sulle punte del coronavirus che le rendono simili alla variante sudafricana e potrebbero rendere più contagioso il coronavirus. Ciononostante, il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, continua a dimostrarsi scettico sull’utilizzo dei vaccini ed era assente al momento della loro autorizzazione.

A proposito del vaccino sviluppato da Sinovac, che è nell’ultima fase di sperimentazione anche in Turchia e Indonesia – paese in cui viene già somministrato da alcuni giorni – ci sono stati molti dubbi. La scorsa settimana un gruppo di ricercatori brasiliani aveva annunciato un’efficacia del 78 per cento nel prevenire i casi moderati di COVID-19; pochi giorni dopo, però, i ricercatori avevano comunicato che l’efficacia del vaccino era del 50,4 per cento, perché non erano stati presi in considerazione i dati relativi a un gruppo di persone che avevano partecipato alla sperimentazione e che avevano «sintomi molto lievi» e non avevano avuto bisogno di assistenza medica.

A oggi in Brasile sono stati accertati più di 8 milioni di contagi e oltre 208mila morti per cause legate alla COVID-19; è il secondo stato per numero di morti legate alla malattia dopo gli Stati Uniti.

– Leggi anche: La situazione dei vaccini nel mondo, in tempo reale

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