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I vini in gdo volano: nel 2021 crescono a valore del 20%

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Nel primo quadrimestre del 2021 la crescita a valore dei vini nella distribuzione moderna (dati Iri, ipermercati + supermercati + Lsp + discount + online panel Iri) è del 20% e a volume dell’8,1%. Significano 180 milioni di euro in più nel mondo vino e bollicine e oltre 22 milioni di litri aggiuntivi. È quanto emerso nel corso di un webinar organizzato da Veronafiere. Un programma di incontri virtuali di avvicinamento a Vinitaly Special Edition che si terrà dal 17 al 19 ottobre a Verona. Il direttore generale, Giovanni Mantovani, ha fatto arrivare il saluto ricordando il palinsesto di eventi a partire da giugno che culmineranno nella 54esima edizione di Vinitaly, nell’aprile del 2022, dopo mesi di pandemia che hanno segnato “una grande rivoluzione ed evoluzione per la gdo”.

Virgilio Romano
La rivincita degli ipermercati

“I numeri dei primi quattro mesi del 2021 non si vedevano da tanto tempo, ma erano già in forte crescita nel 2020, chiuso con un + 8,7% a valore e +6,6% a volume” ha spiegato Virgilio Romano, business insight director di Iri. Cambiano anche le performance dei canali rispetto allo scorso anno, con la rivincita delle grandi superfici, in difficoltà nel 2020: gli ipermercati fanno registrare una crescita del 6,5% contro il -5,2% dell’analogo periodo passato. Crescono ancora i supermercati del 10,7% (contro il +7,6%): in sofferenza le superfici piccole (-6,2 vs +10,8%). In grande spolvero l’online (+128,7% vs +86,3%): il canale ha ormai una quota valore dell’1,6% (panel Iri): “Sotto il 3% se consideriamo anche quello che non rileviamo”.

Nuove etichette nella gdo-enoteca

“C’è tanta voglia di provare cose nuove, vini di aree da scoprire”. Si spiega così il successo delle etichette di piccole regioni come Liguria e Molise, ma il fattore local è un potente driver in ogni caso. Che il trend possa essere questo nei prossimi otto mesi è però improbabile: si stima una tendenza alla normalizzazione con la riapertura del canale horeca. I segnali via via sono di un raffreddamento, inevitabile: visibile per il vino, mentre per le bollicine sembra che non ci sia freno: “Dopo il brusco rallentamento di marzo 2020 e della Pasqua, con il peggior risultato degli ultimi anni, a maggio 2020 la categoria ha ripreso a vendere e i numeri vanno in quella scia”. Numeri molto positivi per il Metodo Classico e naturalmente per il Prosecco. Qualche segnale positivo anche dagli spumanti dolci, segmento in difficoltà da qualche anno. “Il lockdown ha creato interesse verso cantine che in distribuzione moderna non c’erano a prescindere dal posizionamento di prezzo. A marzo-aprile 2020 la maggiore sofferenza era per vini di prezzo medio-alto, che hanno pagato molto la fretta degli acquisti, come Amarone, Brunello: quest’anno molti grandi vini (sopra 15-20 euro) sono ai primi posti in termini di crescita”.

Alessandro Masetti, responsabile grocery di Coop Italia
La premiumizzazione dei consumi

La gdo ha risposto alla maggiore richiesta di vini premium, ma oggi si trova a offrire un servizio, come fidelizzarlo? “Cosa si può fare per trattenere questo trend? si è chiesto Pietro Rocchelli dello studio di consulenza Maurizio Rocchelli-. C’è una forte discontinuità rispetto al passato che detta una nuova agenda: sul processo di premiumizzazione la gdo, in verità, sta lavorando da anni e ha ora l’opportunità di avvantaggiarsi di questo cambiamento, andando con più decisione in questa decisione”.

“Riusciremo a trattenere queste persone che sono venute a comprare vino nella grande distribuzione? si è domandato Alessandro Masetti, responsabile grocery di Coop Italia-. La pandemia ha accelerato un trend in atto: il bere meno e meglio, la distintività, l’attenzione alla sostenibilità, il bio: percorsi già in atto. Ci ritroviamo nella fotografia scattata da Iri, stiamo registrando vendite ancora molto importanti. Il consumatore viene a cercare quello che non trova nell’horeca e va a selezionare una proposta di maggiore qualità. C’è stato un avvicinamento di aziende che prima non approcciavano la grande distribuzione. Con le nostre bottiglie a marchio registriamo poi ottime performance sulle linee dei vini tipici, Assieme, con crescita a doppia cifra, e Fior Fiore”.

Gianmaria Polti, responsabile beverage Carrefour Italia

“Noi abbiamo una crescita importante del vino tipico sul bianco, oltre il 10% -ha riflettuto Gianmaria Polti, responsabile beverage Carrefour Italia-. Rimbalzo non paragonabile agli spumanti, Metodo Classico, in particolare: al nostro interno anche del 70%. Se facciamo una classifica dei vini più venduti, nella top ten delle vendite della nostra insegna c’è una rivoluzione, troviamo sei spumanti Metodo Classico. Stiamo assistendo a una conversione verso bottiglie di più alto valore. C’è voglia di sperimentare cose nuove. Noi abbiamo operato all’assortimento con etichette tipiche dell’horeca o di cantine più vicine alle enoteche”.

“Registriamo un forte aumento del comparto Prosecco, vicino al 60% -ha aggiunto Mirko Baggio, rappresentante di Federvini, che è anche, responsabile vendite gdo Italia di Villa Sandi-. È stato anche aiutato in questi quattro mesi dalla novità del Prosecco Doc Rosé che sta facendo numeri interessanti: vale il 10% di tutto il Prosecco Doc a livello di consumi e più del 50% all’interno dello Charmat rosé”. “Questo trend di trade up –ha rimarcato Enrico Gobino, rappresentante di Unione Italiana Vini- ha segnalato una serie di evidenze, come l’attitudine alla scoperta, portata avanti dalle nuove generazioni, e l’online. È una tendenza che continuerà, con forte possibilità della gdo di utilizzare il vino come elemento qualificante della propria offerta”.

Razionalizzare lo scaffale e più servizi

I cambiamenti invitano anche a operare a scaffale: curioso che per ora non rientri nella riflessione il discorso corner bio, che pur rimane tra le maggiori richieste dei consumatori. “Doverosa una razionalizzazione, soprattutto del vino tipico e spumante: quest’ultimo ha bisogno di più spazio per spiegare al cliente le differenze tra mondo Charmat e Metodo Classico. Va anche dato valore al servizio, penso, per esempio, al vino refrigerato” ha sottolineato Polti di Carrefour Italia. “C’è qualcosa da fare per rendere lo scaffale più leggibile: noi stiamo mettendo in evidenza le nostre proposte più distintive come pl” ha precisato Masetti di Coop Italia.

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