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Mercoledì al Senato degli Stati Uniti, durante la seconda giornata del processo di impeachment nei confronti dell’ex presidente Donald Trump, il gruppo di nove senatori del Partito Democratico che guida l’accusa ha mostrato diversi video inediti dell’assalto all’edificio del Congresso da parte di sostenitori di Trump lo scorso 6 gennaio. Nei video, provenienti in gran parte da telecamere di sicurezza, si mostra come, in più di un’occasione, gli assalitori violenti siano arrivati vicinissimi a deputati e senatori e al loro staff, rischiando di far loro del male. La polizia già da tempo ha confermato che tra gli assalitori c’era chi aveva intenzione di «sequestrare e assassinare deputati e senatori».

Per Trump questo è il secondo processo di impeachment dopo quello che si era tenuto all’inizio del 2020, terminato con un’assoluzione. L’ex presidente è accusato di aver incitato gli assalitori a invadere l’edificio del Congresso con la violenza, e rischia un divieto a vita di ricoprire cariche pubbliche, anche se, a causa dei numeri al Senato, una condanna è piuttosto improbabile.

Nei video si vede il momento in cui gli assalitori riescono a entrare nell’edificio del Congresso sfondando le finestre, e in seguito sono mostrate diverse circostanze in cui deputati e senatori sfuggono per pochissimo agli aggressori. Uno dei protagonisti dei video è Eugene Goodman, l’agente della polizia del Campidoglio diventato famoso perché riuscì a tenere lontano la massa degli assalitori dall’aula del Senato, attirandoli verso un corridoio che portava dalla parte opposta.

Nei video si vede il momento in cui gli assalitori entrano per la prima volta in contatto con Goodman, e in seguito si vede Goodman correre lungo un corridoio: incontra Mitt Romney, senatore Repubblicano, che gli viene incontro e gli fa gesto di andare nell’altra direzione e di mettersi al riparo. Anche Romney si mette a correre.

In un altro video viene mostrato il momento della fuga di Mike Pence, l’ex vicepresidente, con la famiglia e i suoi collaboratori. I membri dell’accusa, usando una mappa dell’edificio del Congresso, hanno mostrato come gli assalitori in quel momento si trovassero a una trentina di metri da Pence. Poco prima, erano stati mostrati dei video in cui gli assalitori, ancora fuori dal Congresso, urlavano «Impiccate Mike Pence!» e «Portate fuori Pence!». L’ex vicepresidente era accusato di non aver fatto abbastanza per fermare la certificazione della vittoria elettorale di Joe Biden.

In altri video ancora si vede la fuga di Chuck Schumer, allora capo della minoranza Democratica al Senato: Schumer e gli agenti prima si dirigono lungo un corridoio, poi corrono dall’altra parte perché vedono degli assalitori. Sulla mappa dell’edificio, l’accusa ha mostrato inoltre come gli assalitori fossero vicinissimi ai deputati mentre venivano evacuati.

Uno dei video più notevoli mostra l’invasione degli uffici di Nancy Pelosi, la speaker della Camera.

Nelle prime sequenze si vedono diversi membri dello staff di Pelosi barricarsi dentro a un ufficio, e dopo qualche minuto gli assalitori invadono il corridoio. Uno di loro cerca di abbattere a spallate la porta dell’ufficio dove si erano rifugiati i membri dello staff: ci riesce, ma poi rinuncia perché la porta dava su un’anticamera. L’accusa ha riportato la testimonianza di uno dei membri dello staff secondo cui alcuni assalitori si aggiravano negli uffici urlando: «Nancy… Dove sei Nancy?» (Pelosi era stata portata in un luogo sicuro). Hanno rivelato inoltre che Richard Barnett, l’uomo diventato famoso per essersi seduto su una scrivania degli uffici di Pelosi, aveva con sé un taser.

L’accusa ha mostrato anche anche diversi momenti piuttosto intensi di scontro tra la polizia del Campidoglio e gli assalitori, con registrazioni delle comunicazioni radio e alcuni video in cui i sostenitori di Trump aggrediscono con violenza gli agenti.

Molti senatori Repubblicani sono rimasti scossi dalla presentazione dei video, ma rimane improbabile che Trump sia condannato nel processo di impeachment. Per ottenere la maggioranza sufficiente per una condanna sarebbe necessario che 17 senatori Repubblicani votassero con i Democratici, e per ora sembra che non ci siano i numeri. Martedì, durante il voto per decidere la costituzionalità del processo, soltanto 6 Repubblicani avevano votato a favore.

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