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HENRI GIRAUD, L’INCONTRO TRA LA FORESTA E LO CHAMPAGNE

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L’obiettivo di Claude Giraud era ed è quello di produrre Champagne che potessero esprimere il terroir di Aÿ. Lui, direttore della Maison Henri Giraud dal 1983, rappresenta la dodicesima generazione della famiglia che ha dato i natali a questa azienda proprietaria di 12 ettari, coltivati prevalentemente a Pinot Noir, nel territorio di Aÿ, villaggio Grand Cru della Grande Vallée de la Marne.

Le vigne presentano un’età media tra 45 e 50 anni, poste a dimora sulla craie che caratterizza il vino con la classica salinità dei terroir gessosi. Alla preziosa produzione di esse, si aggiungono altri 15 ettari derivante da conferitori selezionati della Montagna di Reims, ricavando così un totale di circa 250.000 bottiglie. Dal 2005 Claude è affiancato da Sébastien Le Golvet, che non avrebbe mai immaginato una carriera nel vino, ma che malgrado ciò si è rivelato uno dei migliori chef de cave di questa meravigliosa regione.

In vigna si seguono i principi organici, senza che vengano utilizzati prodotti di sintesi, insetticidi, o pesticidi. Si è scelto di promuovere l’inerbimento interfilare e si attua la confusione sessuale, arrivando poi a vendemmiare solo nel momento di maturità ottimale dell’uva. Dal 2016 tutte le cuvée sono vinificate in barrique provenienti dalla foresta delle Argonne, il cui legno è contrassegnato da una tracciabilità che permette di risalire al numero della pianta – i legni provengono da ben 10 terroir differenti – e la data di quando è stata tagliata. L’espressione che questi legni apportano ai vini dipenderà dunque dal tipo di zona in cui sono cresciuti gli alberi, considerando che caratteristica tipica di questo sottosuolo è la presenza della gaize, roccia di origine sedimentaria silicea a grana fine e porosa che permette all’albero di crescere più lentamente e di dare quindi un legno più fine. Tale porosità dona al vino un discreto tocco boisé, senza mai storpiare la natura e gli aromi del vino.

Piacevolezza, maturità e territorio sono il motto della maison. Quelli di Henri Giraud sono Champagne dove prevale l’uso del Pinot Noir, per dare vini corposi e strutturati, complessi ma di stupenda bevibilità.

 

DEGUSTAZIONE

 

 

 

HOMMAGE

94/100

100% Pinot Noir, proveniente da Aÿ, con esposizione sud su suoli argillo-calacareo e crayeux. Annata base 2015, la fermentazione avviene in ogive e l’élevage in fût de chêne sulle fecce, che regalano un corredo antiossidante e precursori di aromi; nessun travaso e aggiunta del 40% di vino prelevato da una riserva perpétuelle dal 1990, che ha svolto la fermentazione alcolica in barrique per poi essere conservata in cuve inox interrate. Il dégorgement è stato effettuato il 4 gennaio 2020, con l’aggiunta di un dosaggio di 7 g/l. Al naso coinvolge con freschi profumi di mandarino, clementine, una traccia di mela rossa, note di china e di tabacco biondo, sfumando sul fascino speziato del legno orientale. Al palato è fresco, dotato di ottima materia e grande struttura. Vive in un bell’equilibrio tra acidità e morbidezza su un piacevolissimo finale salino con ritorni di agrume rosso.

 

 

FÛT DE CHÊNE MV 15

97/100

A inizio anni ’90 Claude creò la Cuvée Fût de Chêne, reintroducendo l’utilizzo di botti di rovere provenienti dalla storica foresta di Argonne; dal 1990 al 2000 tale Champagne è sempre stato millesimato, ma con la vendemmia 2002 si è trasformato un multivintage (MV) con una base di circa il 70% di vino dell’annata indicata dopo il suffisso MV ed il restante 30% affinato con il metodo della réserve perpétuelle. Da quel momento la cuvée millesimata ha preso invece il nome di Argonne, con prima annata prodotta appunto nel 2002. Tutte le bottiglie vengono chiuse con il metodo antico della graffa. Le uve provengono esclusivamente dal Grand Cru di Aÿ, 80% Pinot Noir e 20% Chardonnay. La fermentazione alcolica si svolge per 10 giorni in barrique nuove ed è seguita da quella malolattica. Il vino viene successivamente affinato per un anno in fût de chêne da 228 litri per il 60% nuove. Dopo un affinamento di 4 anni con il bouchon liège sui lieviti il dégorgement è stato effettuato il 14 marzo 2020, con l’aggiunta di un dosaggio di 6 g/l. Al naso ricorda i profumi agrumati dell’arancia bionda, i sentori fruttati di pesca e fragola, il bouquet floreale, la frutta secca, la mandorla e la nocciola, accompagnati da note dolci di miele e una parte speziata controbilanciata dal cioccolato amaro. Al palato regala una materia ricca e vinosa, con un bell’equilibrio tra l’acidità e la maturità del frutto, con una profonda mineralità iodata che apporta complessità e persistenza, lasciando la bocca con il ricordo di una salinità di infinita piacevolezza, che richiama la beva. Equilibrio superbo, espressione aromatica fresca, legno ben armonizzato. Uno champagne d’eccezione. La produzione del MV è di 30.000 bottiglie

 

 

ARGONNE 2012

99/100

Lo Champagne Argonne è la punta di diamante della Maison, prodotto per la prima volta nel 2002  in quantità limitata. Assemblaggio di 90% Pinot Noir e 10% Chardonnay, provenienti da vigne di proprietà esposte a sud del villaggio Grand Cru di Aÿ. La vinificazione avviene con il solo utilizzo del Coeur de cuvée e svolgimento della malolattica, mentre laffinamento avviene in fût de chêne nuove da 228 Litri per due anni. Rimasto sui lieviti per circa 6 anni, dopo il dégorgement avvenuto il 3 aprile 2020 è stato dosato a a 6 g/l. Presenta profumi agrumati seducenti di arancia rossa e pompelmo, che virano su un frutto più dolce di pesca e albicocca, per poi aprirsi a sensuali nuances di caffé in torrefazione, note boisé di legni orientali, frutta secca tostata, erbe aromatiche, fino al mentolato e al balsamico, sfumando sulle note marine di coquillage. Al palato è fresco, dinamico, vivace, composto in una bella materia densa, ed equilibrato tra le note iodate e mielate, finale profondo salino e una persistenza infinita. Champagne orchestrato con precisione da Sébastien Le Golvet che dimostra una forza vitale rimarcabile, fondata sulla finezza, risultato di un’unione precisa tra il terroir di Aÿ e della foresta delle Argonne, capace di procurare rare emozioni. Equilibrio perfetto tra vino e legno, per una produzione di circa 4,000 bottiglie.

 

 

champagne-giraud.com

 

L’articolo HENRI GIRAUD, L’INCONTRO TRA LA FORESTA E LO CHAMPAGNE proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Manlio Giustiniani

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