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Green Certificate: il documento che servirà per viaggiare in Europa

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Per viaggiare in Europa ci vorrà il Green Certificate, un documento che proverà di essere immuni al Covid e di essere autorizzato a uscire dai confini nazionali. La notizia è stata anticipata in occasione di un incontro online organizzato dell’Ufficio del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza della Commissione in Italia al quale ha partecipato anche il nostro ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.

Passaporti vaccinali, passaporti sanitari, certificati medici comprovanti di essere negativi al tampone e chi più ne ha più ne metta. Da un anno a questa parte ogni Paese membro dell’Unione europea si è gestito autonomamente andando avanti per la propria strada. Ora è giunto il momento di stabilire delle linee guida comuni a tutta la Ue affinché si possa tornare a viaggiare tranquillamente e liberamente seguendo delle regole unificate.

Il Green Certificate sarà operativo entro l’estate e i dettagli di cosa dovrà contenere saranno spiegati in un incontro che avverrà il prossimo 17 marzo.

Secondo i dati di un’indagine condotta a livello Ue, il 51% degli europei vuole viaggiare e con il Green Certificate viaggiare tornerà a essere sicuro.

Il settore dei viaggi, però, non è solo divertimento, ma dà lavoro a milioni di persone e riveste ruolo importante per la nostra economia. Il turismo a livello di Unione europea conta 2,3 milioni di imprese, principalmente piccole e medie (PMI), che danno lavoro a circa 12,3 milioni di persone. L’Europa è la prima destinazione turistica a livello mondiale. L’industria del turismo è una componente essenziale dell’economia dell’Ue e rappresenta il 10% del suo PIL (il 14% del PIL italiano), motivo per cui l’Ue si è impegnata a rilanciare questo settore che nel 2020 ha fatto perdere milioni di posti di lavoro.

Come ha sottolineato il nostro presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo primo discorso al Senato, imprese e lavoratori del turismo vanno aiutati a uscire dal disastro creato dalla pandemia. E anche il Commissario europeo responsabile, Thierry Breton, ha affermato che “il turismo è stato di gran lunga il comparto economico più colpito dagli effetti della pandemia, per questo la sua ricostruzione deve essere in cima alla lista delle nostre priorità”.

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