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Governo Draghi, Cabras (M5S): “Grillo draghiano, non escludo scissione”

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Spostamenti tra regioni, decreto in scadenza: le ipotesi

Lunedì 15 febbraio scade il decreto legge sugli spostamenti nelle varie zone colorate d’Italia. Ed il nuovo Governo, quello che ancora deve arrivare, è chiamato a fare in fretta per rinnovare, confermare, modificare o eliminare le misure anti-Covid decise dalla squadra di Giuseppe Conte. Due le ipotesi: che il dl venga prorogato o modificato dal Governo uscente, ancora operativo per gli affari correnti. Oppure – ipotesi più probabile – che si decida di lasciare la decisione all’Esecutivo di Mario Draghi se, come previsto, ora di questo fine settimana avrà già giurato e sarà, quindi, operativo. Giusto in tempo per la scadenza. Il che significa, scrive laleggepertutti.it, che prima della prossima settimana non cambierà nulla sul fronte degli spostamenti tra le Regioni. Meno fretta, invece, per la stesura e l’approvazione di un nuovo Dpcm con le eventuali modifiche agli orari di apertura delle attività, la conferma o l’abolizione del coprifuoco, ecc.: l’attuale decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri entrato in vigore a metà gennaio, infatti, resterà valido fino al 5 marzo. C’è poco meno di un mese, dunque, per rivedere tutta la normativa su quello che si potrà fare da marzo in poi e quando e come lo si potrà fare. Ci sono altri due aspetti legati all’emergenza Covid e su cui il Governo Draghi dovrà decidere al più presto. Il primo riguarda l’utilizzo dello scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro, uno degli ultimi atti della squadra di Conte prima della crisi. In teoria, questo deficit aggiuntivo doveva servire per pagare i danni a chi ha subìto delle perdite a causa del coronavirus, cioè per finanziare i famosi ‘ristori’ che in molti attendono ancora. Bisognerà vedere che cosa intende Mario Draghi quando sostiene che “i sussidi da soli non bastano per far ripartire le attività”: non è escluso che quei 32 miliardi finiscano in un intervento più ampio che dia una mano alle imprese in maniera diversa. L’altra questione che ha avuto a che fare con l’emergenza Covid e sulla quale c’è poco tempo da perdere è quella legata alla ripresa dell’attività di riscossione e, quindi, ai circa 34 milioni di cartelle esattoriali e 16 milioni di avvisi di accertamento che attendono il via per essere notificate ad altrettanti contribuenti. Per ora, i plichi sono bloccati fino al 28 febbraio. La decisione da prendere è se farli partire il 1° marzo oppure attendere tempi migliori per i destinatari, la maggior parte dei quali sono piegati in due dalla crisi dopo le chiusure e le limitazioni imposte per l’emergenza sanitaria. Attendere un altro mese, insomma. Oppure proponendo altri sistemi più soft per sdebitarsi con il Fisco, come l’annunciata nuova rottamazione o l’allungamento della prescrizione di due anni.

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Arriva Burian, venti siberiani e neve fino alle coste: ecco quando

Tra meno di 48 ore l’Italia verrà raggiunta da una poderosa irruzione di venti siberiani in arrivo direttamente dai monti Urali: il Burian. Il repentino crollo delle temperature sarà accompagnato sia dall’arrivo di una perturbazione e sia dalla formazione di un vortice ciclonico che porteranno maltempo con neve che cadrà fin su coste e pianure del Centro-Sud, ma inizialmente anche su alcune zone del Nord. Il team del sito http://www.iLMeteo.it avverte che i primi segnali di un cambio radicale della circolazione atmosferica si faranno vedere già giovedì pomeriggio quando i venti freddi, dalle lontane steppe russe-siberiane, inizieranno ad affluire sul medio e alto Adriatico coprendo il cielo. Sarà però da venerdì che il Burian dilagherà gradualmente su tutta Italia. Un fronte instabile scorrerà dal Nordovest verso il Centro-Sud con fiocchi di neve in pianura dapprima sul Piemonte, sul pavese e sull’Emilia occidentale, ma entro sera anche su molte città della Toscana come Firenze, Lucca, Pistoia, Arezzo, Siena, Grosseto, Livorno. In tarda serata il maltempo raggiungerà anche il Sud e il resto del Centro con nevicate possibili fin sulle coste adriatiche e sopra i 2-300 metri sulle regioni meridionali peninsulari. Sabato l’irruzione del Burian darà vita a un vortice ciclonico sul basso Mar Tirreno: temporali saranno possibili sul medio Adriatico e su tutto il Sud con la neve che scenderà gradualmente fin sulle coste adriatiche dall’Abruzzo alla Puglia, in Campania fino a Napoli e Salerno, su tutta la Basilicata e in Calabria sopra i 200-400 metri circa. Sul resto delle regioni sarà il gelo a far parlare di sé con temperature che di giorno a stento saliranno sopra lo zero e di notte scenderanno diffusamente sotto di esso. Domenica l’Italia sarà sferzata dal vento siberiano e da un freddo tagliente, ma il sole sarà prevalente su gran parte delle regioni, la neve potrà ancora scendere sulle regioni adriatiche centrali e fin sulle coste e inoltre in Sicilia su palermitano e messinese con quote prossime alle coste e in Calabria, specie sul crotonese. NEL DETTAGLIO Mercoledì 10. Al nord: maltempo diffuso, neve copiosa sulle Alpi. Al centro: intenso maltempo su regioni Tirreniche, Umbria e Sardegna, neve a 1200m. Al Sud: entro sera peggiora fortemente su Campania e Calabria tirreniche con nubifragi. Giovedì 11. Al nord: molte nubi al Nordest, sole altrove. Al Centro: bel tempo prevalente. Al sud: ultimi piovaschi, poi migliora. Venerdì 12. Al nord: peggiora su Piemonte ed Emilia con neve in pianura. Al centro: peggiora su tutte le regioni peninsulari con neve in pianura entro sera. Al sud: peggiora in tarda serata con neve in collina. Da sabato maltempo con neve su pianure e coste del Centro-Sud.

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Bonafè: “No a Conte candidato a Siena. È un problema di metodo”

AGI – Il nome del centrosinistra per le suppletive a Siena non può essere ‘calato dall’alto’. Simona Bonafè non prende bene la voce di una possibile candidatura di Giuseppe Conte per il collegio della Camera lasciato libero da Pier Carlo Padoan. La segretaria del Pd toscano ricorda che in quella Regione il partito vince, e bene, da tempo e che anche alle ultime regionali M5s ha scelto di andare da solo. E per definire le alleanze del partito per il futuro serve ‘un congresso’. Precisa Bonafè: “È chiaro che non c’è niente di personale nei confronti della figura di Conte, che anzi ha tutto il mio apprezzamento. Però c’è un problema innanzitutto di metodo: penso che le candidature dei seggi toscani debbano essere espressione del territorio e decise dal territorio, o perlomeno insieme al territorio. Parliamo di una realtà, la Toscana, dove il Pd ha vinto tutto nell’ultimo periodo: alle Europee del 2019 e anche alle Regionali dello scorso settembre siamo stati la regione dove il Pd ha preso più voti, abbiamo riconquistato città importanti come Livorno che erano governate dal M5s. Il Pd toscano è un partito in salute ed è un errore incomprensibile calare una candidatura dall’alto”. Non siete stati consultati? “Io ho appreso dai giornali di questa candidatura. Ne faccio una questione di metodo e di rispetto del territorio. Se si vuole discutere del profilo migliore per il collegio di Siena, una figura che rappresenti un territorio e sia competitiva, facciamo un percorso dentro la coalizione di centrosinistra e confrontiamoci su nomi e idee. Se invece si vuole calare dall’alto Conte in virtù di uno schema politico deciso altrove, allora dico che per decidere le alleanze non servono le suppletive ma un congresso dove si chiamano iscritti e elettori”.

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Renzi: “La Lega sta cambiando pelle”

“La Lega sta cambiando pelle”. E’ quanto ha detto Matteo Renzi a ‘Porta a Porta, aggiungendo che “sta diventando un partito diverso”. “Il Pd, la Lega, Iv e i 5 stelle stanno insieme sulla base di un appello di Mattarella, non è nata una nuova maggioranza politica”. Adesso possiamo “guardare con un pochino di fiducia al futuro” perché l’economia si rilancia anche “con un grande investimento sulla fiducia. Mario Draghi vuol dire fiducia, è l’uomo più conosciuto tra i leader italiani al mondo, il più stimato e apprezzato. Questi 209 miliardi del Recovery sono nelle mani del più bravo di tutti, il rigore lo calcia quello più bravo di tutti a battere i rigori, abbiamo messo quello più bravo di tutti in campo”. “Nel Conte ter avremmo avuto la golden share, abbiamo rinunciato: contiamo meno, perché conta di più l’Italia”. Draghi ha fatto il primo miracolo, la Lega al parlamento europeo ha votato a favore del recovery plan, dice Bruno Vespa a Matteo Renzi a porta a porta. “I miracoli esistono”, la replica pronta del leader di Iv. IL TOTOMINISTRI – Chi entra come ministro per Italia viva? “Non ho la più pallida idea” dice Renzi. “Ho l’impressione che non tutti hanno capito che c’è Draghi, mica si mette col bilancino… La discussione sui nomi è importante per quelle persone che si sentono in pista, ma a nessun cittadino interessa”. LA CRISI DI GOVERNO E IL PD – A Porta a Porta Matteo Renzi torna a criticare la linea del Pd “ispirata da Bettini e Zingaretti” durante la crisi di governo. “Il Pd si è messo in una posizione per me inspiegabile: o Conte o voto, o Conte o morte…”. Per loro c’è un ”legame speciale” con il M5S è come ”un matrimonio d’amore”, ma “se andassi da un iscritto del Pd a Roma e gli dicessi di votare la Raggi -dice il leader di Iv- quello mi guarderebbe con due occhi cosi e con i capelli dritti e direbbe: ma sei matto?…”. COVID E ARCURI – Parla anche di coronavirus e in merito al Commissario straordinario Arcuri taglia corto: “Non ce l’ho con lui, ma non è che può gestire tutto lui, neanche Mandrake fa tutte quelle cose insieme”. IL RICORDO DI MARINI – “Marini era una grandissima brava persona, sindacalista coriaceo, era il segretario del primo partito a cui mi sarei iscritto, il Ppi”. Il leader di Iv ricorda come nel 2013 bloccò la candidatura di Marini al Quirinale. “Scrissi una lettera spiegando perché secondo me Marini e altri, come la Finocchiaro, non potevano fare il presidente della Repubblica”. In quell’occasione ”discutemmo” ma “il giorno dopo Marini con me era tornato il Marini di sempre, e nei mesi successivi era prodigo di suggerimenti. Dal giorno dopo mi voleva più bene di prima”, rimarca. IL FESTIVAL – Quanto a Sanremo fa gli “auguri a Fiorello, a Amadeus e a tutta la squadra di Sanremo, perché se c’è una cosa che dà serenità quella è il Festival” conclude.

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Sanremo, Fiorello-Renzi: “Se Amadeus volesse il tris faccio la crisi”

“Dal 2 al 6 marzo facciamo altro: mettiamo in crisi Sanremo. Ci vorrebbe quello bravo a fare le crisi. Come si chiama? Quello toscano…”. Sono le parole di Fiorello che prende le sembianze di Matteo Renzi (grazie ad una grande maschera sul viso con foto del volto del leader di Italia Viva) nel nuovo promo di Sanremo che ironizza sulla necessità di mettere in crisi il festival “perché se va bene Nasello (Amadeus, ndr) vuole fare anche il terzo! E non ce lo meritiamo”. Ironia a parte, Fiorello che oggi ha fatto incursione in più momenti della conferenza stampa dedicata al festiva, è apparso determinato a portare a casa “un Sanremo bello e divertente, ché ce n’è bisogno” e ha promesso un omaggio a Little Tony (che oggi avrebbe compiuto 80 anni) “con capelli a banana e giacca con le frange” e poi, ha scatenato le risate, confessando di voler entrare in uno dei ‘quadri’ musical-coreaografici di Achille Lauro: “Voglio essere il Venero i Botticelli di Achille”, ha detto. Quanto a Little Tony, ha aggiunto più serio: “Ho letto che oggi Little Tony avrebbe compiuto 80 anni. Mi piacerebbe omaggiarlo durante il festival con i suoi successi, da Riderà a Cuore matto, magari indossando una bella giacca con le frange”.

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