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Da non perdere Deluge (2007), in cui LaChapelle immagina un diluvio dai contorni biblici trasferito fra le rovine luccicanti di Las Vegas, o la botticelliana Rape of Africa (2009), con Naomi Campbell nel ruolo di Venere. In mostra anche alcune opere tratte dalle coinvolgenti serie Landscape (2013) e Gas (2013), nature morte in cui LaChapelle assembla objects trouvés per creare stranianti stazioni di servizio, vere e proprie reliquie senza tempo reclamate dall’universo naturale.

David LaChapelle, Virgin Mary, 2021, Los Angeles © David LaChapelle

Infine, in esclusiva per la Cappella Palatina, alcuni dei negativi fotografici dipinti a mano realizzati negli anni ’80 da LaChapelle, mentre l’artista adolescente esplorava le idee della metafisica filosofica e della perdita, sullo sfondo della devastante epidemia di AIDS. I negativi faranno parte di una installazione site specific mai realizzata prima ed entreranno in dialogo con le opere più recenti di LaChapelle, alcune presentate per la prima volta in questa occasione. 

avid LaChapelle, Gas Shell, 2012, Hawaii © David LaChapelle

In questi scatti il fotografo già membro della factory di Andy Warhol, indulge nella rappresentazione del sublime e si distingue per una originale ricerca di spiritualità. Un’ispirazione molto evidente anche in Behold (2017), immagine simbolo dell’esposizione partenopea.

Nato in Connecticut nel 1963, LaChapelle è uno dei fotografi più pubblicati del mondo. Allo stesso tempo, il suo lavoro comprende la produzione di video musicali, film (Rize, 2005) e progetti teatrali. Molti dei suoi ritratti sono diventati archetipi iconici dell’America contemporanea. 

David LaChapelle, After the Deluge Statue, 2007, Los Angeles © David LaChapelle

Tra le innumerevoli personalità illustri protagoniste dei suoi scatti ricordiamo Angelina Jolie, Marilyn Manson, Elizabeth Taylor, Michael Jackson, Leonardo DiCaprio, Uma Thurman, Lady Gaga, Lance Armstrong e David Beckham.

David LaChapelle, Travis Scott Tears, 2020, Los Angeles © David LaChapelle