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Per «Giusina in cucina» tutto è cominciato durante il primo lockdown: anche lei (come tanti) si è rimessa ai fornelli e con le mani in pasta mentre il mondo si è fermato ma in più – incitata da chi ci ha visto lungo e ha subito colto il suo talento – ha allestito un set in casa con suo marito cameraman e ha condiviso le sue ricette con il grande pubblico realizzando il primo programma girato con appena due smartphone. Ecco come, da professionista della comunicazione, Giusi Battaglia nel giro di pochi mesi è diventata anche uno dei più amati volti televisivi: palermitana doc che da anni vive a Milano, su Food Network continua a insegnarci a preparare prelibatezze siciliane portando nelle nostre case una ventata di mediterraneità e genunità. Ora lo fa anche con un libro: è appena uscito Giusina in cucina – La Sicilia è servita (Cairo Editore), con 70 ricette che sono un viaggio in quest’isola che a tavola è più generosa che mai.

«È successo tutto in modo così veloce che ancora non riesco a crederci», dice Giusi Battaglia, che all’inizio  – come scrive nel suo libro – non avrebbe nemmeno voluto girare il programma: «Non mi sentivo sicura, avevo mille titubanze, poi alla fine mi sono decisa i riscontri sono stati inaspettati». Che la semplicità ripaghi, d’altronde, non è una novità, né il fatto che la cucina resti uno degli argomenti che anche mettono sempre d’accordo tutti, ma in questo caso c’è anche altro: «Credo – prosegue Giusi Battaglia – che il programma sia piaciuto anzitutto per le ricette dato che la cucina siciliana è una delle migliori del mondo, ma anche perché è cultura enogastronomica. Per tanti non siciliani le mie ricette sono state una scoperta, per i siciliani invece una riscoperta di piatti e di tradizioni, con significati spesso molto profondi».

Un esempio? La «Pasta c’anciova», fatta con concentrato di pomodori e acciughe salate. «Sono gli ingredienti che un emigrante poteva portarsi in valigia e per questo si chiama anche “‘a milanisa“. Durante il programma è stato il piatto della svolta, mi ha fatto capire quanto la cucina possa emozionare: quando ne ho raccontato la storia mi sono commossa, e come me so che si sono emozionate tutte le persone che mi hanno seguito e mi hanno scritto. Questo è un libro per loro, per chi mi ha incoraggiata».

La «Pasta c’anciova» è una delle ricette contenute nel libro, uno di quelli che vorresti sempre tenere accanto ai fornelli perché ti risolvono la cena con poco dato che i piatti sono semplici e si fanno con quello che c’è in casa, ma soprattutto sono buonissimi. «Ho soprannominato le ricette del libro “i numeri primi” perché sono la base della cucina siciliana», dice Giusi. «Nel libro c’è tutto ciò che è conosciuto, dallo sfincione agli involtini di spada, dagli anellini alla cassata, e poi le arancine, la caponata, la pasta con i tenerumi e molto altro ancora», prosegue l’autrice, che con il suo primo libro condivide con noi anche uno spaccato del suo mondo in Sicilia.

Il libro è dedicato a sua mamma Carolina – «Il mio modello, anche in cucina» , dice Giusi – e ogni ricetta è preceduta da un racconto con protagonisti i «suoi uomini» (due figli, gemelli, e suo marito) e gli amici che continua ad accogliere intorno alla stessa tavola che vediamo durante il programma. Cominciando da Ficarra e Picone che le hanno scritto la prefazione raccontando di tutte quelle cene condivise a Palermo e poi Milano, di quelle telefonate a tarda sera in cui Giusina (gli amici di Palermo la chiamano così) risponde «Ma certo, ragazzi, vi aspetto!» e imbandisce la tavola con le sue prelibatezze.

«Accogliere gli amici in casa è una delle cose che amo più. Per me, soprattutto in questo momento, il momento perfetto è stare insieme, in salute, intorno alla tavola, perché condividere cibo è sempre un momento speciale», dice Giusi Battaglia, che proprio per questo ha in serbo una speciale sorpresa per Natale, con un calendario dell’Avvento on line in cui svelerà ogni giorno una ricetta diversa. Il segreto di una cena perfetta? «Io preparo sempre almeno dieci pietanze, dall’antipasto al dolce e le metto al centro della tavola. Mi piace che tutti possano scegliere, e anche che alla fine resti qualcosa che tutti non toccano perché hanno qualche remora, ma che poi scompare. Normalmente sono peperoni, perché tutti pensano che siano difficili da digerire, ma poi finiscono puntualmente. Anzi, mi è anche capitato che qualche amico li portasse via per la schiscetta del giorno dopo». 

Per le date delle presentazioni del libro e tutte le altre novità seguitela su Instagram: @giusinaincucina

Per un assaggio ecco quattro ricette per una cena siciliana perfette tratte da Giusina in cucina – La Sicilia è servita

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