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Mps, le novità su green pass e quarantene scolastiche, l’altalena dei tassi, le pillole green su G20 e Cop26, la vita cruda di Carmen Llera Moravia. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Start

IL PALIO DI GIAVAZZI SU MPS

L’economista Giavazzi sta limando un tostissimo editoriale per la prima pagina del Corriere della sera dove criticherà il governo per voler mantenere ancora un po’ il controllo di Mps.

Ah no, scusate: Giavazzi ora è consigliere di Draghi.

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

BUON PARTY A TUTTI

“Occorrono leggi più severe, sia per l’autorizzazione dei rave party sia per il sequestro del materiale. Se si procedesse a sequestrare camion, stereo e amplificatori, i giovani farebbero molta più attenzione ad organizzarli”. (Felice Romano, segretario sindacato Siulp)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

QUARANTENE SCOLASTICHE

“A scuola nuove regole anti virus: quarantena solo con tre positivi. Pronta la direttiva: con un unico caso si resta tutti in classe, con due solo i vaccinati”. (Repubblica)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

GREEN PASS FOREVER

“Stato di emergenza fino a marzo e green pass obbligatorio fino a giugno: è questa l’intenzione del governo per gestire la seconda fase della campagna vaccinale”. (Corriere della sera)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

PILLOLE POST G20

“Nemmeno stare sul divano a guardare film in streaming è senza impatto: le tecnologie digitali nel 2025 saranno responsabili per l’8,5% delle emissioni globali (nel 2009 era il 2%)”. (Corriere della sera)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

“Tutti dovremmo cambiare stile di vita in ottica green (…) rivolgerci a fornitori di energia che la producono da fonti rinnovabili, limitare gli acquisti di fast fashion (abiti di bassa qualità e basso prezzo), limitare il consumo di carni rosse”. (Luca Fraioli, Repubblica)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

L’assenza di Xi dal G20 e da Glasgow tradisce l’insofferenza verso le prediche dei governi occidentali o gli slogan apocalittici. La lotta all’inquinamento si decide in Cina, già oggi responsabile per il 28% delle emissioni planetarie di CO2, più di Europa e America. (Rampini)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

“Il premier indiano Narendra Modi gela le attese: «L’India raggiungerà l’obiettivo delle emissioni zero nel 2070», dice. Vanificando d’un tratto il faticoso compromesso trovato dal G20 di Roma, che era riuscito a fissare l’obiettivo «intorno alla metà del secolo»”. (Rep)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

“L’Occidente ha inquinato a lungo senza avere limiti da rispettare – è la tesi di Cina e India – e ora dobbiamo poterlo fare anche noi per raggiungere gli stessi livelli di crescita e benessere”. (Rep)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

Oggi la Polonia va per l’80% a carbone, più della Cina (60%). Per decarbonizzarsi entro il 2030 Varsavia dovrà spendere 136 miliardi, il quadruplo dei fondi nazionali e Ue oggi disponibili. (Sole)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

“La scorciatoia dell’atomo oggi convince 10 paesi che lo vogliono con il gas nel bouquet delle energie verdi Ue: Francia, Finlandia, Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria Cechia, Slovacchia, Slovenia e Croazia. Svezia e Olanda seguono. Germania e Italia forse”. (Cerretelli, Sole)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

“L’Europa si gioca la faccia sul clima ma i ritardi di Glasgow potrebbero in fondo farle comodo dandole più tempo per risolvere le proprie contraddizioni interne. Intricate e costose almeno quanto quelle globali”. (Adriana Cerretelli, Sole 24 Ore)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

TASSI IN ALTALENA

“Mutui, il tasso fisso torna a risalire. L’aumento dei prezzi al consumo e le scelte Bce riportano ai livelli del 2019. Per i contratti ventennali i tassi corrono sopra l’1%. Rialzi attesi per i variabili”. (Sole 24 Ore)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

LA VITA DI CARMEN LLERA MORAVIA

«In casa ho poche cose, ma armoniose. Nessuno può venire a mangiare, perché il tavolo è solo per due e non ho pentole, mangio solo cose crude». (Carmen Llera Moravia)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

“Mi sveglio sempre alle cinque e mezzo, esco presto, cammino a lungo. Vado al cinema tutti i pomeriggi alle tre. Non esco mai a cena, vado a letto dopo il tg”. (Carmen Llera Moravia)

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

MAGA MERLINO

Formidabile la capacità di Myrta Merlino su La7 di amplificare le voci di ogni gruppuscolo di No Vax, No Green Pass e No A Non So Cosa…

— Michele Arnese (@Michele_Arnese) November 2, 2021

ESTRATTO DI UN ARTICOLO DI FEDERICO RAMPINI SUL CORRIERE DELLA SERA:

La partecipazione a distanza al G20 e alla Cop26 rientra in questa logica. La diplomazia della sedia vuota e del videostreaming coincide con una battuta d’arresto nella transizione cinese verso un’economia a zero emissioni. Sul cambiamento climatico Xi non vuole rendere conti a nessuno. A casa sua affronta una crisi energetica ancora più grave di quella che colpisce l’Europa. La ripresa dell’economia cinese e il boom delle esportazioni verso il resto del mondo si sono scontrati con il vincolo dei carburanti e della corrente. Penurie di benzina e gasolio hanno provocato i primi razionamenti. Dei blackout elettrici hanno costretto a chiudere fabbriche, e da due mesi la produzione industriale cala. Xi cerca aiuto dalla più inquinante di tutte le fonti: il carbone. Ha rimesso in servizio miniere di carbone dismesse, al punto che questa produzione aggiuntiva supera tutto il carbone estratto in un anno in Europa occidentale. Già prima di queste misure di emergenza la Cina con il 60% del suo fabbisogno energetico legato a questa fonte consumava da sola più carbone di tutto il resto del mondo.

Xi non rinuncia ai suoi piani sulle tecnologie sostenibili. La sfida ambientalista lui la interpreta in chiave geostrategica, come la competizione per dominare le tecnologie del futuro. La Cina ha già conquistato una supremazia mondiale nei pannelli solari (dove le sue esportazioni sottocosto hanno fatto fallire tanti concorrenti occidentali), nell’eolico, nelle batterie; punta verso un semi-monopolio nelle terre rare e nei metalli indispensabili alla produzione di auto elettriche. Prosegue con i suoi piani ambiziosi nel nucleare che considera a pieno titolo come una fonte rinnovabile. Ma Xi non è disposto a bruciare le tappe nell’abbandono delle energie fossili, se questo implica delle rinunce sulla crescita economica, il benessere, la stabilità sociale del suo Paese. La sua assenza fisica dal G20 e da Glasgow tradisce anche l’insofferenza verso le prediche dei governi occidentali o gli slogan apocalittici. Questa presa di distanza ha un peso sostanziale perché la lotta all’inquinamento si decide in Cina, già oggi responsabile per il 28% delle emissioni planetarie di CO2, più di Europa e America messe insieme.

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