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GEWÜRZTRAMINER: PASSATO, PRESENTE E FUTURO DELL’ALTO ADIGE

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Il Gewürztraminer è meraviglioso in maturazione: lo riconosci perché, in questa fase, tende ad arrossarsi”. Con queste parole il wine consultant alto atesino Eros Teboni inizia a raccontare della bacca bianca più famosa dell’Alto Adige, nonché una delle più apprezzate dai consumatori. Riconoscibile per la sua impronta aromatica netta e intensa, il Gewürztraminer proviene da una storia che, plasmandosi sul gusto antico, lo ha voluto rotondo, morbido, possente nell’espressione aromatica e nella struttura materica del sorso, esaltando quella ricchezza zuccherina che tale varietà si trova in dote dalla nascita.

Photo credits Florian Andergassen

Il Gewürztraminer incarna il simbolo della viticoltura alto atesina, sia in termini di passato che in termini di futuro, passando per il florido presente che lo vede in prima linea sulle tavole italiane. Se, infatti, è data come certa la tradizione viticola millenaria dell’Alto Adige, il cui inizio risale al V secolo a.C., è altrettanto vero che il criterio della qualità ha iniziato a giocare un ruolo fondamentale nelle scelte produttive in tempi molto più recenti, verso la fine degli anni ’70. In questa lunga storia viticola, colui che ha riverberato nei mercati dello Stivale, a bandiera di una terra, è stato proprio il Gewürztraminer. Il suo successo si deve probabilmente alla facilità di riconoscimento di alcuni sentori, oppure al quel suo carattere estremamente godibile o, ancora, alla sua altissima attitudine gastronomica. Sono numerosi, infatti, gli abbinamenti a cui questo vino coinvolgente si presta; uno su tutti, come suggerisce Eros, è quello con “i crostacei, i molluschi e, non da meno, con la cucina orientale, sia quella speziata che quella a base di pesce crudo come il sushi; proprio in virtù della diffusione sempre maggiore di questo tipo di cucina e di sapori, il Gewürztraminer ha davanti a sé un futuro roseo nell’ambito degli abbinamenti” e aggiunge “il Gewürztraminer andrà a conquistare delle fette di mercato sempre più importanti, troneggiando anche nell’alta ristorazione”.

Il Gewürztraminer si pone quindi come simbolo di evoluzione nella viticoltura dell’Alto Adige: di essa ricalca il timbro e lo slancio, facendosi carico di un rinnovamento e di una crescita. Quella morbidezza accomodante che lo ha accompagnato per tutta la sua storia, oggi inizia a cedere il passo alla freschezza. Il lavoro che i produttori alto atesini svolgono sul Gewürztraminer, infatti, riguarda proprio l’acidità. Si mira ad ottenere nettari più tesi, eleganti, fini, in cui lasciare espressione alla croccantezza del frutto e al dinamismo. Doti, queste, che si ritrovano specialmente nei Gewürztraminer delle Valli – Val Venosta e Valle Isarco – in cui si pratica viticoltura in un range altitudinale che va dai 400 agli 800 metri.

Il futuro del Gewürztraminer risiede anche nella valorizzazione delle sue peculiarità, o come si userebbe dire, nelle “chicche” che da esso si originano. Tra queste vi è certamente la versione passita, fino a giungere addirittura a quella botritizzata, che regala vini dolci dal profilo sorprendente. Si tratta a tutti gli effetti di un nettare speciale, incomparabile per fascino aromatico e intensità di coinvolgimento dei sensi. Si produce raramente, solo quando le condizioni dell’annata lo permettono.

Un’ulteriore caratteristica del Gewürztraminer, che verrà sempre più valorizzata nel prossimo futuro, è la sua longevità. Degustare un Gewürztraminer a circa 6 o 7 anni dalla vendemmia rappresenta un’esperienza gustativa capace di aprire un sipario sulla complessità celata fra i piccoli acini di questa varietà. “È un grappolo per nulla invadente e, anzi, piuttosto piccolo” racconta Eros “come tutte le uve, procedendo in altitudine rimpicciolisce ulteriormente. Qui, nelle Valli, si sviluppa un Gewürztraminer più improntato sui profumi floreali e fruttati aciduli; nella zona più bassa invece, il corredo aromatico porta in sé la medesima traccia floreale varietale e una trama di frutta più esotica”.

Le viti di Gewürztraminer racchiudono entro i propri tralci uno spaccato della storia viticola dell’Alto Adige, mostrando i segni delle tradizioni colturali che furono, ma anche le direzioni produttive e gustative che si sono volute perseguire nei tempi andati e che, oggi, sono pronte a cambiare ancora, muovendo un grande passo in avanti. “Quello che è certo” conclude Eros, ponendo una lente di ingrandimento sul tempo presente “è che attualmente i produttori stanno lavorando sempre meglio, con l’intenzione di valorizzare il vitigno nella sua accezione più elegante, poiché la fama del Gewürztraminer è destinata a crescere ancora”.

 

 

 

DEGUSTAZIONE

Bruno Petronilli

 

 

Nussbaumer Gewürztraminer 2018 Cantina Tramin

96/100

È una delle massime espressioni possibili del Gewürztraminer in Alto Adige, la firma è ovviamente di Cantina Tramin. Vino di grande fascino, complesso e potente, tra aromi di gesso e frutta matura, nuance floreali di estrema raffinatezza. Al palato è altrettanto affascinante, di un’ampiezza e di una profondità sinceramente sbalorditive.

 

 

Vermoy Weiss Igt Mitterberg Köfelgut Martin Pohl

94/100

Siamo in Val Venosta, a Castelbello, per un vino che ci ha decisamente sorpreso. È una cuvée di Gewürztraminer delle annate 2018 e 2019 dall’aroma ammaliante, di notevole concentrazione, una perfetta fusione di note fruttate e agrumate. Al palato probabilmente dà il meglio di sé, grazie ad un armonico gioco di acidità e morbidezza che rendono una costante dinamicità.

 

 

Alto Adige Valle Isarco Gewürztraminer 2019 Cantina Strasserhof

93/100

Ecco uno stile di Gewürztraminer che non può che essere un successo: la piacevolezza estrema firma il vino, grazie ad una vivacità e a una linearità che sono le immagini di un’autenticità assoluta. L’aroma delicato, aggraziato, tra profumi di frutta tropicale e un leggero sentore minerale. Al palato però è ampio e avvolgente, con tutta l’eleganza di una freschezza iconica e mirabile.

 

 

Kleinstein 2019 Cantina Bolzano

93/100

Siamo sui caldi e ripidi pendii porfirici del Renon per conoscere un Gewürztraminer di grande struttura e complessità. L’aroma declama subito la carta d’identità di un vino muscoloso, nerboruto, materico e statuario: profumi di frutta matura, agrumi, nuance affumicate, note di miele. Al palato è altrettanto esplosivo, caldo, avvolgente, ma dotato di un’ottima e rinfrescante acidità.

 

 

Lyra Gewürztraminer 2018 Nals Margreid

93/100

I vigneti da cui nasce questo splendido Gewürztraminer si trovano in Bassa Atesina, a Söll, sopra Termeno. Terreni calcarei e spessi strati di ghiaia argillosa consentono la produzione di un vino dall’aroma carico di sensazioni fruttate e agrumate, a cui si aggiungono nuance di pietra focaia di notevole fascino. Al palato è ampio, corposo ma dotato di un’acidità sfavillante e piacevolissima.

 

 

Gewürztraminer Vigna Kastelaz 2018 Elena Walch

93/100

Kastelaz, con esposizione a sud, è tra le più esclusive vigne dell’Alto Adige, uno straordinario e ripido vigneto che si affaccia sul paese di Tramin. E poi a firmare il vino è Elena Walch, icona del vitigno da sempre. Il vino si apre all’aroma con una ricchezza fruttata incomparabile: vibrante, sfarzoso, tra profumi di mela e pera, che rendono la una sensazione di grande complessità. Al palato dà il meglio di sé, grazie alla sua invidiabile struttura, di una lunghezza impressionante, mitigata da una delicatissima vena acida.

 

 

 

vinialtoadige.com

 

Cover: Photo credits Florian Andergassen

L’articolo GEWÜRZTRAMINER: PASSATO, PRESENTE E FUTURO DELL’ALTO ADIGE proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Sofia Landoni

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